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Addio a Franco Giuli

Nel registro degli “Addii” è, purtroppo, da segnalare un artista a noi legato da profonda amicizia dagli anni Settanta: Franco Giuli.

Nato a Cerreto d’Esi (AN) nel 1934 è stato un “esponente di spicco dell’Astrattismo italiano”. Dal 1960 il suo lavoro, rivolto all’approfondimento della ricerca, ha raggiunto, a pieno merito un ruolo di notevole importanza per l’estrema coerenza nel perseguire una rigorosa ricerca pittorica astratta incentrata strutturalmente sulla luce, sui volumi, sul colore.

La sua evoluzione espressiva è passata anche attraverso l’interesse per la terza dimensione, sperimentata con nuove tecniche (cartone, juta, legno) che permettono al volume di emergere prepotentemente fino alle esperienze delle composizioni tridimensionali riportate alla superficie ed analizzate per piani e prospettive culminate, con la partecipazione alla Trentaseiesima Biennale di Venezia del 1972.

Gli anni Ottanta sono felicemente fertili per Franco Giuli: la pittura torna protagonista su fondi grezzi di tela yuta, facendo rivivere la struttura in una diversa realtà cromatica. Inizia nel 1986 un periodo in cui l’interesse pittorico si lega alla forma volumetrica della struttura ed il colore e lo spazio trovano giusto equilibrio tra i vari piani prospettici.

Tra le numerosissime testimonianze sul suo lavoro ne ricordiamo alcune, con le firme di Giulio Carlo Argan, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli. Giorgio Cortenova, P. Dorazio, Luciano Marziano, Lara Vinca Masini,. Filiberto Menna, Nello Ponente.