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Alchemilla

Il cinquecentesco palazzo storico Vizzani Sanguinetti  disabitato da molti anni, rivive attraverso le opere di 5 artisti –David Casini, Cuoghi Corsello, Dado, Claudia Losi, T-yong Chung- che si incastrano perfettamente l’un l’altro (nonostante  le loro poetiche differenti), nelle otto eleganti e decadenti stanze,  intessendo una narrazione ben concertata in cui si fondono i linguaggi plurimi di installazione, scultura e pittura. Corrispondenze, richiami, assonanze: tutto converge e si completa in questa mostracurata magistralmente da Fulvio Chimento. Alchemilla, titolo evocativo dell’esposizione,  rimanda alla pianta omonima (nota anche col nome di erba stella) che la storia vuole fosse usata dagli Alchimisti quando all’alba della settimana di Pasqua,  raccoglievano dentro ad ampolle di vetro le gocce di rugiada che nelle ore erano state trattenute dal calice delle foglie a sette lobi e dove erano rimaste inalterate resistendo al processo di evaporazione, e se ne servivano per creare l’elisir di lunga vita o per ricercare la pietra filosofale. In Alchemilla sogni lucidi prendono vita, complice l’artista che diventa demiurgo ed interprete di mondi altri intrisi di miti ed archetipi, capaci di entrare in relazione con lo spettatore che si lasci ispirare in “un rapporto in stato di grazia” intessuto di sguardi, visioni, incontri di anime. Luce e  penombra bagnano le opere, i visitatori ed i volumi del palazzo, diventando veri e propri attanti.

Nel cortile d’ingresso Dado installa un’altalena sui generis fatta con tubi innocenti saldati con piastre di ferro; salendo lo scalone centrale ed oltrepassando le drammatiche carpe ( Dopo il Danubio/Le carpe del mercato/Guardano carpe, ad opera della Losi) riverse sulla soglia, create con coperte militari cucite, si entra nelle imponenti sale e si rimane ipnotizzati dalle impalpabili installazioni calcografiche aeree di T-yong Chung che si muovono davanti allo Spirito delle ragazze, affresco su carta da parati a spray che affiora sulla attigua parete ad opera di Monica e Claudio. Ed ancora incanta, quasi fosse un acchiappasogni-carillon, la Madonna Casini, scultura sospesa di David Casini che scompone la Madonna del solletico di Masaccio in una libera interpretazione, mentre il grande tappeto-moquette -del duo Cuoghi- Corsello– con ritratto di Lulù (cane fedele che ha seguito gli artisti nella precedente mostra Ailanto<3 nel Parco Archeologico dell’ Appia Antica), dialoga con la bruna e tridimensionale scritta di Dado posta accanto. Volti, maschere, sculture  mancanti, neon industriali, teatrini metafisici, sussurrano presenze-assenze in questo progetto senza dubbio vincente ispirato a La poetica della rêverie del filosofo ed epistemiologo francese Gaston Bachelard.

Mostra: ALCHEMILLA

Sede Palazzo Vizzani-Sanguinetti, via Santo Stefano 43, Bologna

A cura di Fulvio Chimento

Periodo 1 febbraio – 16 marzo 2019

In collaborazione con: Spazio Arte Minarelli

.Orari : Venerdì e sabato 16-20

Gli altri giorni la mostra è visitabile su appuntamento. Tel. 340 4700468 – 333 2915615