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Austria, Paesi Bassi e Australia alla Biennale

Sono state rese note le proposte di Austria, Paesi Bassi e Australia per la 53. Esposizione Internazionale d’Arte.

Il padiglione austriaco presenta tre posizioni artistiche molto distanti tra loro per materiali e forme d’espressione utilizzate, che però condividono lo stesso approccio strutturale a questioni che determinano l’assetto sociale delle nostre vite. Elke Krystufek, nella sua installazione TABOU TABOO (2009), si concentra sulla Polinesia, mitico luogo di vita ed erotismo “liberati”, come fu concepito ed “importato” dall’Arte Moderna europea. Il titolo fa riferimento al film Tabu (1931) di Friedrich Wilhelm Murnau, girato proprio in Polinesia, nonchè al libro Totem e Tabu di Freud ed all’origine polinesiana stessa del termine “Taboo”.
Il film Pavilion (2009), di Dorit Margreiter, è un’analisi della natura del “padiglione” come architettura da rappresentanza ed esibizione. Dalla prospettiva odierna, sulla base della concezione contemporanea di Arte, l’artista applica una serie di strategie e mezzi per esplorare l’idea di base della costruzione: l’essere un modello di spazio ideale per presentare l’Arte.
Nel loro utilizzo dello spazio esterno e incorporando l’argomento “natura” nella loro concezione artistica, Franziska & Lois Weinberger danno un aspetto affascinante al padiglione austriaco ed ai Giardini in generale. La loro Laubreise è una strutttura architettonica in cui si può entrare e ospitare oggetti. In essa, così come nell’installazione di lavori all’interno del padiglione (opere create dal 1977 a oggi), le artiste si confrontano con la relazione tra natura e cultura, mostrando come ai nostri occhi la natura sia spesso invisibile e spirituale.

Il curatore olandese Saskia Bos ha scelto, per rappresentare i Paesi Bassi, l’artista Fiona Tan, che sta lavorando ad una nuova installazione audio-visiva concepita appositamente per il padiglione. Fiona Tan si descrive come una “straniera professionista la cui identità è definita da cosa non è”. Il suo lavoro non sarà mai una ricerca diretta di verità o identità, ma un processo di raccolta e riempimento dei vuoti lasciati nelle narrazioni, dalla cui analisi crea immagini che diventano simboli di una memoria che svanisce, in un mondo che cambia velocemente.

L’Australia sarà rappresentata da Shaun Gladwell e da Once Removed, esposizione di installazioni di quattro artisti.
Shaun Gladwell presenterà l’accattivante MADDESTMAXIMVS, una serie di cinque video correlati tematicamente, con elementi scultorei e fotografici ispirati ai paesaggi dell’outback Australiano ed a Mad Max. Un lavoro che mescola cultura urbana e storia personale, pittura, scultura e performance.
Once Removed, esposizione curata da Felicity Fenner, sarà allestita alla Ludoteca Santa Maria Ausiliatrice, Castello, ed ospiterà installazioni con in comune il tema dell'”aboriginalità” e del territorio. Gli artisti presentati sono tutti indigeni: Vernon Ah Kee con Cant Chant (Wegrewhere), Ken Yonetani con Sweet Barrier Reef,  Claire Healy e Sean Cordeiro con Life Span. I loro stili ed atteggiamenti urbani, indigeni, politici e culturali molto diversi mostrano aspetti dell’Australia che gli osservatori internazionali potrebbero non aver notato.

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