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Ciao Fernanda!

In questi giorni  di ferragosto aveva ormai  compiuto novantadue anni  la nostra amica saggista, traduttrice e giornalista Fernanda Pivano. Era nata a Genova nel 1917  e studiando Lettere e Filosofia all’Università di Torino  si  era  laureata sotto la guida di insegnanti  come il celebre Cesare Pavese. Fu questi, tornato dal confino, a iniziarla a molti autori statunitensi, come Whitman, Edgar Lee Masters, Hemingway, che in quegli anni del dopoguerra il nostro abile scrittore di Santo Stefano Belbo era impegnato a diffondere e a far pubblicare. Mentre F. Pivano svolgeva il suo incarico di assistente di pedagogia all’università, conservato fino al 1960, cominciò a tradurre numerosi autori americani, fra cui Fitzgerald, Gertrude Stein, Hemingway, Faulkner, Thornton Wilder, e scrisse articoli per giornali e introduzioni.La sua più grande passione fu  un interesse serio, meditato e movimentista verso la cultura giovanile che nasce dalla controcultura americana. Infatti, negli anni Sessanta si accostò e poi tradusse gli autori della Beat Generation (Ginsberg, Burroughs, Kerouac, Corso, Ferlinghetti), molti dei quali frequentò in America ed ebbe per amici.  Infatti, l’avevo conosciuta quando ancora Corso era vivo e frequentava  la Costiera Sorrentina ed Amalfitana, negli stessi anni in cui alcuni artisti e personaggi della West Coast erano iscritti al Club dei cuori solitari  di una delle insenature più suggestive della Costa Tirrena: Positano! Fernanda in una serata in cui accompagnavo  un commento alla poesia di Corso era intervenuta telefonicamente e si alternava ai pareri degli amici movimentisti ed agitatori sociali come Daniele e Vittorio Scarpati! Successivamente continuò il suo preziosissimo lavoro di talent-scout editoriale, facendo conoscere in Italia altri scrittori americani tra cui Jay Mc Inerney e Bret Easton Ellis, e collaborò alle pagine culturali del “Corriere della Sera”. Fra i suoi libri vanno ricordati La balena bianca e altri miti (1961), L’altra America negli anni Sessanta (1971, riedito nel 1995), Mostri degli anni Venti (1976), Hemingway (1985) biografia fondata su una conoscenza personale dello scrittore, Amici scrittori (1994, seguito da una seconda edizione nel 1997 Altri amici, altri scrittori), Album americano (1997) e Dopo Hemingway (2000). Del 2001 è Fernanda Pivano – Farewell To Beat, documentario di Luca Facchini che segue la scrittrice in un commovente viaggio della memoria negli USA, sulle tracce di alcuni dei grandi autori statunitensi da lei più amati. Goodbye Fernanda!

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