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“Dream Escape” Le evasioni sognanti di Elena Bellantoni

Un viaggio onirico, dall’infanzia al presente, mi accompagna nella visione delle opere dislocate all’interno della galleria Richter Fine Art di Roma dove è allestita la mostra Dream Escape di Elena Bellantoni (Vibo Valentia, 1975 – vive e lavora tra Roma e Berlino).

L’artista ritorna nella capitale con un’esposizione incentrata sui temi della bellezza, della natura e della decadenza attraverso diversi idiomi espressivi. Il medium della pittura, a lei molto caro ma coltivato in modo isolato e raramente mostrato rispetto alla sua produzione videoperformativa, evidenzia la costante volontà dell’autrice di continuare a sperimentare pur mantenendo una forte coerenza concettuale. Pennellate decise dal sapore impressionistico tratteggiano giovani donne nigeriane immerse in paesaggi dai colori luminosi in cui l’apparente ambientazione idilliaca e la grazia delle figure si contrappongono a piccoli particolari rivelatori di scenari legati al mondo della prostituzione. Carnalità e innocenza, degrado e beltà attestano l’impegno sociale e politico della serie pittorica Dream Escape, da cui il titolo della personale, come di tutta la sua ricerca artistica. L’attenzione di Elena nei confronti di urgenti problematiche ritorna nel video The Beauty and the Beast girato all’interno del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Qui, una bambina si aggira negli spazi desolati del contenitore museale osservando gli animali impagliati e leggendo un estratto del brano La banalità del male di Hannah Arendt. Un approccio pittorico, composto da valori chiaroscurali, domina la scena convogliando l’osservatore ad ascoltare il frammento del testo della filosofa col fine di porlo di fronte ai grandi quesiti sulla vita, sulla morte, sulla guerra e sulle violenze commesse dall’essere umano. Nonostante la scelta di non citare il nome di Adolf Eichmann, un feroce gerarca nazista imputato del processo di Gerusalemme per crimini di guerra contro l’umanità, l’opera mantiene un’elevata carica emozionale e riflessiva su concetti di alto valore morale.

Punto focale del progetto è l’identità: sia le protagoniste ritratte ad olio sia la fanciulla del video sono sempre colte di spalle. Il loro volto celato è un sottile rinvio alla puerizia perduta esplicitata anche con esotici contesti che rammendano, oltre gli anni vissuti in Africa dalla Bellantoni, un suo lavoro composto da bozzetti e fotografie scattate su via Laurentina nel tratto Roma-Anzio, noto per il mercato del sesso. Tuttavia, eliminando ogni riferimento all’erotismo, Elena restituisce alle prostitute la loro dignità mettendone in risalto la loro fragilità pur raffigurandole nel loro universo fatto di mistero e sogni infranti.

 

Elena Bellantoni “Dream Escape”

a cura di Saverio Verini

Galleria Richter Fine Art

vicolo del curato, 3 – 00186 – RM

fino al 26 maggio 2017

ingresso libero

orario: martedì – venerdì 13:00-19:30 – sabato 9:00-20:00

info: tommaso.richter.85@gmail.com | www.galleriarichter.com/

 

Ufficio Stampa:

Chiara Ciucci Giuliani mob.+39 3929173661 | email: chinapressoffice@gmail.com

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