15-Love (“fifteen –love”) – Michele Chiossi

La Galleria Paola Verrengia inaugura sabato 18 marzo alle ore 19.00 la seconda personale di Michele Chiossi dal titolo “15-Love” (“fifteen –love”).

Michele Chiossi (Lucca, 1970) che vive e lavora a Milano presenta in 5 cicli le sue opere scultoree allestite: «Come in un vero game» spiega l’artista. Il titolo “15-Love” – nel mondo del tennis “15” è un punto a favore del tennista che lo fa, mentre “Love” corrisponde a zero – suggerisce nel percorso espositivo una sorta di “zig zag” cronologico tra le opere selezionate dall’artista e prodotte in tempi diversi negli ultimi dieci anni, come in un labirintico “game/gioco”, dove il risultato è un’incognita: 15 o Love?

Lo stesso titolo “15-Love”, oltre a declinare una nuova iconografia scultorea di Love (già codificato da Chiossi in altre opere), prende forma in Hallelujah, il lavoro in marmi cristallini e acciaio (2017). Entrambe le frasi dei due bassorilievi tridimensionali – primo ciclo della personale -sono costituite da lettere con un carattere definito da Chiossi come “un dot marmoreo” (versione scultorea del segno di punteggiatura tradotto dall’inglese), ispirato all’appendiabiti “Hang It All” disegnato dalla storica coppia di designer americani Charles e Ray Eames.

Nel secondo ciclo sono esposte alcune opere retroilluminate con il neon. Il particolare utilizzo del neon in combinazione con il marmo statuario, che linguisticamente evidenzia sia i tratti che il soggetto stesso, contemporaneamente dona il colore al marmo bianco senza alterarlo cromaticamente. In questa sezione del “game” Michele Chiossi compara la rappresentazione di due nature, quella più storica e araldica di Lily of Florence (2012) a l’altra contemporanea e stilizzata del brand “La palma di Tomas Maier in On Every Sunday”.

Il terzo ciclo è rappresentato da sculture che si ispirano al metodo della “giustapposizione sintagmatica” di Man Ray, ovvero di mettere insieme alcuni oggetti senza un legame logico.

Rayosculture è un dichiarato omaggio alla Composition avec un couteau, un pain et une vrille del 1933 del maestro surrealista, che gioca con la colonna senza fine ispirata a Brancusi è ‘l pan del Toni endless, 2014 che assieme a SUPER(GA) MERCURY GO – una scarpa da tennis della Superga proposta in una rinnovata mitologia – esprimono nelle parole di Chiossi:«che il legame associativo è ancora tutto mentale».

Nel quarto ciclo Burning Feeling, nelle foto di Vanitas, Love Legend, More e Reverie il “dot” di Michele Chiossi è rappresentato dalla fiamma della candela, poetica e fotografica, utilizzata per creare un innovativo font/carattere con i tealight (piccole candele racchiuse in un metallo leggero), ispirate alla “poetica della rêverie” di Bachelard.

Infine il quinto ciclo è un “game” che presenta per la prima volta quadri in marmo da parete nei colori mauve e verde veneziano, della serie Subabstraction.

“Una lunga ricerca incentrata sulla pelle del marmo – scrive Michele Chiossi – che esalta la materia marmorea, rivelandone tutta la sua naturale forza astratta data dalle venature che come larghe campiture sono permeate da una seconda pelle. Un’astrazione geometrica di forma e colore schermata da un disegno realizzato in un prezioso industriale (Manifattura Colombo) e trasparente pizzo che omaggia Carlo Scarpa: è la griglia reticolare della cancellata sul canale, motivo connotante della Fondazione Querini Stampalia di Venezia”.

 

Di Michele Chiossi (Lucca, 1970) si segnalano le mostre: DEDANS, Blue Corner, Carrara (2016); THE AMBIGUOUS LIGHTNESS OF BEING. A cura di O. Agrò, Diana Lowenstein Gallery, Miami (2016); #OUTOFHARMONYWITHTHEPRESENT – Plutschow Gallery – Zurigo (2015); MORE LOVE, K’s living, Taipei (2015); HANGITALL, BROTHERS’ ART GALLERY, Lugano (2014); #ITSMILANOBABY, Atelier Les Copains-Gloria Maria Gallery, Milano (2014); WORDS OF ART, EDS Galeria, Mexico City (2013); CENTO la Lettura Corriere della Sera, LaTriennale, Milano (2013); VIDEO-WORKS, EDS Galeria, Mexico City (2011); L’AUR’AMARA, La Générale en Manufacture, Parigi (2011); DOMESTICITY, PRAGUE BIENNALE, Prague (2011); 54° ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA –PADIGLIONE TOSCANA, Museo Pecci, Prato (2011); SECOND LOOK (AT THE SURFACE), Kuenstlerhaus Palais Thurn und Taxis, Bregenz (2009); NEON-CLASSIC, Galleria Z2o, Rome (2008); LET THERE BE LIGHT, Galleria ZONCA&ZONCA, Milano (2007); ON SCULPTURE, Galerie METIS_NL, Amsterdam (2006); FOOD, Studio Guastalla, Milano (2006); BEAUTY FREE SHOP, Divus, Prague (2005); ING OFF, ING Headquarter Brussels, Brussels (2005); TWO SCULPTURES TO END THE SEASON, MAES & MATTHYS Gallery, Antwerp (2004); L’ARTE E LO STUDIO, Università di Bologna, Palazzo Poggi, Bologna (2004); WHITE STATUARY, Galleria Paola Verrengia- Salerno (2003); PREMIO LISSONE 03, Civica Galleria d’Arte Contemporanea, Lissone, Milano (2003); BEST BEFORE, Galerie METIS_NL, Amsterdam (2002); W.T.O., Galleria ZONCA&ZONCA, Milano (2002); LABIRINTO, Galleria Claudio Poleschi, Lucca (2002); DUBUFFET E L’ARTE DEI GRAFFITI, Palazzo Martinengo, Brescia (2002); OUTDOOR, Kunst und Kulturverein, Aschersleber (2002); CARTA, Galleria NO CODE, Bologna (2001); NO-RANDOM, Consortium, Amsterdam (2000); COCKTAIL GENERATION, Galleria NO CODE, Bologna (2000).



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Data e Ora
18/03/2017 / 19:00 - 21:00

Luogo
Galleria Paola Verrengia

La Galleria Paola Verrengia inizia la sua attività nel 1990 con il nome “Fovea Centralis” di Paola Verrengia & C. s.n.c.
Nel 1993 la Società viene rilevata da Paola Verrengia ed assume il nome di “Galleria Paola Verrengia”.
In oltre venti anni, la Galleria Paola Verrengia ha indagato le varie tendenze dell’Arte Contemporanea dei grandi maestri del dopoguerra e di artisti emergenti nel campo dell’Arte Astratta ed Informale, dell’Arte Concettuale e della Fotografia in ambito Nazionale ed Internazionale.
È iscritta all’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.
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