ANDREA MASTROVITO – Il Secolo Bravo

 

Dal 29 giugno prende il via il secondo appuntamento del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’artista scelto per occupare nel mese di luglio lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini è Andrea Mastrovito, artista italiano che vive e lavora a New York ed ha esposto nei maggiori musei in Italia e all’estero tra i quali il MAXXI di Roma il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto e il Pecci di Prato, ill BPS 22 di Charleroi, laManchester Art Gallery dal MUDAC di Losanna e il MAD di New York.

Il lavoro di Mastrovito è particolarmente in sintonia con il progetto OPERA VIVA concentrandosi sul continuo scambio tra pubblico e privato e operando con la reinvenzione degli spazi espositivi. L’immagine che campeggerà per un mese nella rotatoria di piazza Bottesini è un’opera essenziale, asciutta, secca; Il secolo Bravo colpisce per il suo aspetto da cinema e da fumetto spaghetti-western (sottolineato anche dal titolo): un genere profondamente incistato nell’immaginario culturale italiano e parte integrante della nostra identità artistica. Il disegno di Mastrovito attinge con grande maestria e consapevolezza a tutto questo, e spinge in là il confine. La statua che viene sollevata (da un argano, da una gru), e che viene inseguita da cavalli senza cavaliere e da cavalieri senza testa, è una metafora potente che riguarda la società e la sua evoluzione in questi anni. Come afferma l’artista: “la statua che viene sollevata (e inseguita) è un simbolo che ben si adatta all’idea della piazza, del leader, della massa e dell’assenza odierna di un pensiero forte.”

L’arte e il movimento escono dall’opera e irrompono nella vita di tutti i giorni; grazie alla mutabilità e alla transitorietà di cui sono dotate le opere degli artisti di OPERA VIVA – Zanbagh Lotfi (31 maggio – 27 giugno), Andrea Mastrovito (29 giugno – 27 luglio), Saul Melman (31 luglio – 30 agosto), Aryan Ozmaei (2 – 30 settembre), Gian Maria Tosatti (1 – 29 ottobre), Alessandro Bulgini (30 ottobre – 13 novembre) parlano al quartiere e con il quartiere, diventando reali esempi di arte pubblica.

Con la promozione di OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, a pochi mesi dalla IV edizione della fiera, FLASHBACK conferma la propria volontà di porsi come momento di riflessione culturale che non può prescindere dal contesto contemporaneo. E per questo sposa la filosofia del curatore Christian Caliandro secondo il quale “Chiudere l’arte e la cultura in luoghi istituzionali, segregarla all’interno di recinti non è mai stata un’opzione salutare, democratica, intelligente: meno che mai in questo momento storico… L’arte deve inoltrarsi nella realtà, muoversi costantemente in essa, aiutare e trasformare la vita delle personeIl progetto “Opera Viva Barriera di Milano” si propone così di costruire – con opere diverse mese per mese – una dimensione altra e di riunire tutte queste dimensioni in una visione coerente e in un dialogo attivo con il quartiere.”

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Andrea Mastrovito, Il Secolo Bravo (2015)

Testo critico di Christian Caliandro

Un’opera essenziale, asciutta, secca. Il secolo Bravo colpisce per il suo aspetto da cinema e da fumetto spaghetti-western (sottolineato anche dal titolo): un genere profondamente incistato nell’immaginario culturale italiano, e parte integrante della nostra identità artistica. Sergio Leone, Clint Eastwood, il CinemaScope, le colonne sonore di Ennio Morricone, i titoli di testa pop, Gian Maria Volonté, Thomas Milian, Damiano Damiani, Duccio Tessari, Sergio Corbucci. L’invenzione di un West alternativo che riflette e mima epicamente, per esempio, la Resistenza italiana contro l’occupazione nazista (come avviene in Giù la testa, 1971). Perché quel cinema è stato sostanzialmente questo: un grandioso gioco di specchi, realizzato con grande economia di mezzi e sapienza artigianale, in cui un’America immaginaria mima e riproduce il passato recente, e il futuro prossimo, di una piccola nazione che si sogna grande – e che sogna in grande. Lo spaghetti-western dunque come eredità del dopoguerra, e immaginazione di un’Italia diversa. Il West come trasfigurazione del Paese, qualcosa che esorbita completamente dagli orizzonti consegnati. Il disegno di Mastrovito attinge con grande maestria e consapevolezza a tutto questo, e spinge in là il confine. La statua che viene sollevata (da un argano, da una gru), e che viene inseguita da cavalli senza cavaliere e da cavalieri senza testa, è una metafora potente che riguarda la società e la sua evoluzione in questi anni. Come afferma l’artista: “la statua che viene sollevata (e inseguita) è un simbolo che ben si adatta all’idea della piazza, del leader, della massa e dell’assenza odierna di un pensiero forte.” FOLLOW THE LEADERS, verrebbe da dire parafrasando i Killing Joke: questa corsa scatenata, a perdifiato, in realtà tende a un idolo vuoto, una statua inanimata che è la cristallizzazione di qualcuno che magari è stato un eroe, ma che una volta intrappolato nel bronzo o nel marmo non può dire più nulla sull’uso che viene fatto delle sue azioni e delle sue idee. È relegato in una zona inattingibile – per giunta, il monumento viene sottratto agli inseguitori nell’attimo stesso in cui stanno per raggiungerlo. L’opera rappresenta dunque un invito intelligente a pensare in maniera autonoma e critica, a ricostruire con pazienza e costanza la propria identità – individuale e collettiva – e a non guardare nella stessa direzione degli altri. A non conformarsi, e a praticare concretamente quell’immaginazione di un Paese diverso: “You just condone all that you mean / Play time doesn’t last forever / Shouting about it taking the bait / Walking again in the same direction” (Killing Joke, Follow the Leaders, in What’s THIS For…!, 1981).

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OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

un progetto di Alessandro BulginI

a cura di Christian Caliandro

con il sostegno di

FLASHBACK / L’arte è tutta contemporanea

rotatoria di piazza Bottesini

Barriera di Milano, Torino

Ufficio Stampa FLASHBACK

Emanuela Bernascone

011 19714998 – 335256829

info@emanuelabernascone.com

www.emanuelabernascone.com

Mastrovito



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Data e Ora
29/06/2016 / Tutto il giorno

Luogo
rotatoria di piazza Bottesini