Bettina Rheims Parigi

Bettina Reims è spesso indicata come una donna fotografa di donne. Le donne sarebbero più accurate – donne che non vengono ridotte a un’allegoria di bellezza o desiderio, delle quali abbiamo avuto numerose esemplificazioni dall’invenzione della fotografia. Le sue donne combattono contro la riduzione della donna a un corpo costretto dai dogmi: Femen che difendono la loro libertà. Rifiutano di accettare che la distinzione tra femminile e maschile non possa essere trasgredita: transessuali di Gender studies.

Si liberano dall’immagine in cui l’industria dell’intrattenimento le ha congelate: eroine che non cercano di sedurre ma di affermare se stesse per come sono realmente, ciascuna secondo la sua vita, la sua età, la sua storia. Sono esseri umani di carne e sangue, con le loro espressioni e caratteristiche distintive, non perfette effigi o muse.

Bettina Reims si impadronisce degli stereotipi che dominano la rappresentazione delle donne e li destabilizza, li allontana e infine li distrugge. Non inventa icone, come vengono chiamate oggi, ma celebra reali esseri umani – tanto reali quanto quelli creati dagli artisti dell’Africa le cui statue e maschere si uniscono a loro qui: corpi spaventosamente presenti, volti intensamente vivi.
Lo studio di Bettina Rheims, dove sono state scattate le polaroid delle Eroine, è pieno di altre sculture provenienti dall’Africa e dall’Oceania, sorelle di quelli qui presenti. Perché qui, come nel suo studio, le donne di tutto il mondo parlano e si esprimono liberamente tra loro.
Bettina Rheims Musée du quai Branly – Jacques Chirac, ParigiFino al 3 giugno 2018

 



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Data e Ora
22/03/2018 / 00:00

Luogo
Musée du quai Branly - Jacques Chirac