Carlo Ramous. Dal figurativo al dinamismo astratto

Sabato 6 ottobre, alle ore 17:00, presso le sale di Villa Burba – ala Biblioteca Ragazzi sarà inaugurata la mostra Carlo Ramous. Dal figurativo al dinamismo astratto, che si protrarrà sino al 27 ottobre.

Organizzata dal Comune di Rho con la curatela di Cristina Palmieri, l’esposizione si propone di offrire una ricognizione dell’iter artistico di uno degli scultori più importanti del secondo Novecento.

L’Assessore alla Cultura Valentina Giro e l’Assessora a Piano strategico, Arredo urbano e bellezza della città Sabina Tavecchia commentano: “Villa Burba è nuovamente protagonista nell’arte contemporanea. Dopo la retrospettiva realizzata nel 2017 dalla Triennale e la recente mostra al Terminal 1 – Porta di Milano dell’Aeroporto di Malpensa, arrivano a Rho le opere del grande scultore Carlo Ramous, che ha profondamente influenzato l’arte e l’architettura a Milano e non solo. Continuano quindi le proposte in ambito artistico che rendono gli spazi di Villa Burba un vero centro culturale aperto ad accogliere le più diverse forme d’arte, dalla lettura alla musica, dalle mostre agli eventi più ludici.

Ringraziamo per quest’ultima preziosa opportunità la curatrice della mostra Cristina Palmieri, la famiglia Patscheider per la disponibilità a condividere le opere di questo poliedrico ed innovativo artista e il Segretario generale Matteo Bottari, che ha promosso la collaborazione con la famiglia Patscheider.”

Allievo  di Luciano Minguzzi e di Marino Marini, coetaneo di Arnaldo Pomodoro, Alik Cavaliere, Giancarlo Sangregorio, nel proprio iter di ricerca testimonia le intense sollecitazioni culturali che attraversano gli anni successivi al secondo conflitto mondiale. Anni in cui gli artisti percepiscono la necessità di svincolarsi dai canoni – pur rivoluzionari – delle prime avanguardie,  aprendosi a nuovi dialoghi e confronti; ognuno con la propria peculiare ricerca semantica, approda a linguaggi che, pur partendo da riferimenti al reale, arrivano ad impossessarsi di una libertà creativa ed immaginativa che conduce ad una ridefinizione nei confronti dell’oggetto, sia nel senso di una figurazione in cui il rapporto mimetico si fa meno pressante, sia nell’ apertura all’astrattismo.

Il percorso espositivo è stato ideato nella volontà di avvicinare il pubblico non solamente al periodo più noto e proficuo di Ramous, quello dell’approdo verso il consolidamento di un’architettura plastica di forme libere, che vivono di slanci e leggerezza aerea, pur sempre controllata dalla disciplina e dal desiderio di contenere l’opera all’interno di nitide geometrie, ma anche alle opere degli anni Cinquanta, appartenenti al momento figurativo, in cui evidente è il magistero picassiano, nella stilizzazione delle forme arcaicizzanti ed antropomorfe, nonché quello di Martini e di Marino Marini. Notiamo infatti una scultura di peso, che nasce dalla e nella struttura modellata, quasi come se in questa esistesse già, a priori. In esse è già in luce quella propensione ad una scultura sintetica, fatta di masse severe e di blocchi sovrapposti che, come l’artista medesimo ebbe a dichiarare, dialogano con lo spazio circostante assorbendone la luce.

Altri bronzi appartengono agli anni Sessanta, anni di maturazione in cui l’artista si avvicina al linguaggio astratto, approfondendo i valori del ritmo, affidato allo studio dei volumi in relazione allo spazio ambientale, nel desiderio di conferire all’opera una “monumentalità” essenziale.

 



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Data e Ora
06/10/2018 / 17:00 - 20:00

Luogo
Villa Burba