Cristiano Carotti | Dove Sono gli Ultras

One Contemporary Art, con la speciale collaborazione di White Noise Gallery, è lieta di presentare ‘Dove sono gli Ultras’, la prima mostra personale veneziana di Cristiano Carotti.

In concomitanza con la Mostra del Cinema di Venezia, la Biennale d’Arte e il Festival delle Arti della Giudecca, la mostra pone in essere un‘analisi del simbolo attraverso la celebrazione della sua forza comunicativa e totemica, in un percorso espositivo appositamente sonorizzato da Rodrigo D’Erasmo, affermato violinista, attualmente componente del gruppo rock degli Afterhours.

La mostra inaugurerà giovedì 7 settembre alle 18.30, nello spazio dell’Associazione Culturale nell’isola della Giudecca, e sarà visitabile fino all’8 ottobre.

Il corpus originale della mostra romana – tenutasi negli spazi della White Noise Gallery da novembre a gennaio scorsi – è composto di croci, pantere, diavoli, teschi, orsi e bulldog presi direttamente da vessilli, bandiere, magliette e sciarpe delle tifoserie calcistiche. Tutti questi simboli, centrifugati dalla straordinaria creatività di Cristiano Carotti, si declineranno in un’installazione inedita per il progetto, basata su una visione d’insieme complessiva e coinvolgente di quanto gravita attorno alla dimensione quasi eucaristica e sacra del rito del calcio. Elemento totemico dell’installazione sarà la presenza in mostra, in una nuova declinazione contestuale, dell’opera plastica ‘Hai Paura del Buio’. Ispirata ai fatti avvenuti all’interno della scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001, durante lo svolgimento del G8 di Genova, l’opera è l’effige di un enorme celerino (3,5 metri d’altezza) che l’artista ternano ha realizzato per Hai Paura del Buio, il festival ideato da Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, tenutosi a L’Aquila il 4 ottobre 2014.

Il punto di partenza della ricerca e dello studio di Carotti è la ‘teoria degli archetipi’, di Carl Gustav Jung, attraverso la quale si indagano i fenomeni aggregativi e la costruzione della coscienza collettiva.

‘Dove sono gli Ultras’ non è una domanda, non ha il punto interrogativo, perché non è (più) il famoso coro cantato in tutti gli stadi dai tifosi per provocare la curva avversaria.

Nel lavoro di Carotti ‘Dove sono gli Ultras’ diventa il modo per indicare quel luogo dell’inconscio di ognuno di noi, nel quale l’archetipo incontra il suo io razionale, condizionandolo e generando un particolare tipo di dinamiche sociali, come suggerisce la prospettiva junghiana.

Usando come base della sua ricerca un’analisi visuale legata al mondo degli ultras, Carotti parla dell’influenza che i simboli hanno su ciascuno di noi.

Nel corso della Storia, attorno al Simbolo e alla sua carica emozionale che richiama idee e forme universali come l’Ombra, la Morte e gli dei dell’Olimpo, si sono aggregati eserciti e costituiti gruppi politici. Si è costruita una Fede che, quasi sempre, nulla ha a che vedere con l’origine di quel simbolo e che finisce per dominare la ragione del singolo individuo, così come testimonia la storia del Nazismo, uno dei più evidenti e tragici transfer fra collettivo e individuo, realizzato anche grazie all’uso di un’iconografia arcaica, trasformata e riempita di nuovi significati.

Il simbolo, nel tempo si eleva ad archetipo, fino ad attivare un meccanismo tale da spingere le persone a compiere atti che in alcune misure trascendono dal loro controllo cosciente.

Secondo Carotti “ Nell’universo Ultras è palese la connessione tra simbolo e azione, tra immagine e credo”. I vessilli che si trovano nelle curve degli stadi, sono spesso gli stessi simboli che si trovavano a capo degli eserciti e si trovano a generare comportamenti simili, diventando protagonisti di azioni che spesso perdono la dimensione sportiva per cui erano stati concepiti.

 

La domanda che sembra porsi Carotti, parafrasando Jung, è se, dominati dall’archetipo, siamo tutti Ultras.

 

CRISTIANO CAROTTI – BIOGRAFIA

Cristiano Carotti, classe 1981, vive e lavora tra Rome e Terni. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Terni, articola la sua ricerca fra pittura e installazione.

Il suo lavoro indaga le dinamiche sociali nelle loro espressioni più estreme, attraverso lo studio del potere archetipico dei simboli all’interno delle comunità.

Ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito museale: nel 2013 la scultura “Hai Paura del Buio” dopo Milano e Torino viene presentata presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma; alla fine del 2014 l’opera “Italianrocket1861” entra a far parte della collezione permanente del M.A.C.I.S.T. di Biella; nel 2015 il progetto “Blackswallow V14” viene presentato in occasione della Biennale di Venezia; nel 2016 HALLE 14 – Spinnerai Center of Contemporary Art di Lipsia espone il corpus di lavori prodotto durante il periodo di residenza all’interno del museo.

Ha esposto in numerose realtà nazionali ed internazionali ed ha inoltre al suo attivo collaborazioni in ambito musicale, teatrale e cinematografico: nel 2016 il suo “Camera Red” co-diretto con Desiderio, realizzato per il brand RRUNA, è stato finalista del Fashion Film Festival di Istanbul.

 

 

 

 



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Data e Ora
07/09/2017 / Tutto il giorno

Luogo
One Contemporary Art