Emilio Scanavino. Opere: 1953 – 1986

Il 18 gennaio la Galleria CASATI Arte Contemporanea inaugura la rassegna dedicata a Emilio Scanavino (Genova, 28 febbraio 1922 – Milano, 28 novembre 1986), proseguendo il progetto espositivo incentrato sul lavoro dei grandi protagonisti del Novecento. La mostra, a cura di Nicola Micieli, si propone di indagare la pluralità espressiva dell’artista attraverso trentaquattro opere realizzate tra il 1953 ed il 1986.

Una riflessione sullo sviluppo dell’alfabeto pittorico e plastico di Scanavino che, attraverso il confronto tra i diversi supporti utilizzati dall’artista, permette una profonda comprensione del suo linguaggio “a tutto tondo”.

La mostra, infatti, consente di compiere un percorso articolato tra i diversi ambiti tecnici, espressivi e linguistici utilizzati dall’artista dopo le prime esperienze figurative. Ci troviamo davanti ad una ricerca mirata a fondare una sintassi ed un lessico del segno, dei morfemi e delle strutture, degli spazi inclusi nella materia e degli spazi di estensione cosmica nonché dei luoghi della natura e dei luoghi edificati. Insomma: il repertorio linguistico con il quale l’artista ha raccontato la propria storia. Che è poi la storia della sua posizione di pittore nel mondo, e del suo vissuto di pittore nella storia, che non ha mancato di testimoniare anche nella semplicità della parola; elemento al quale ha affidato sovente i sensi e le intime motivazioni del suo lavoro, svolto all’insegna dell’ambiguità, dell’ambivalenza, dell’antinomia, che connotano gli stati transitori della forma e, per traslato, il relativismo della conoscenza e dell’essere.

Come scrive Nicola Micieli nel testo critico della mostra, c’è nel lavoro di Scanavino una semantica intuitiva, a suo modo analogica, e meglio si chiamerà funzione simbolica in senso propriamente ermetico, e per questa via esoterico e metafisico, in carnale folgorazione della forma transeunte. Penso ai “correlativi oggettivi” di Eliot e soprattutto al Montale degli Ossi di seppia, genovese come Scanavino, autori le cui sensazione ed emozioni legate al vissuto – il climax di un’ora, un incontro inatteso, uno scorcio di paesaggio, un croco polveroso, un “rovente muro d’orto” ligure sono restituiti nella pagina poetica dai “correlativi” di oggetti e situazioni stranianti che quelle sensazioni ed emozioni dovrebbero suscitare nel lettore, e sono l’espressione dell’inquietudine esistenziale dell’artista.

Scanavino pone il segno che incide, l’aculeo che squarcia, il nodo che stringe il segno, le trame che inviluppano i morfemi e come tiranti li ancorano alla gabbia, al telaio geometrico, del quale insidiano la stabilità, quali “correlativi oggettivi” delle proprie sensazioni ed emozioni e situazioni e drammi: insomma, della propria inquietudine esistenziale di pittore che sta e agisce hic et nunc nel mondo.

Accompagna la mostra un catalogo realizzato da CASATI Arte Contemporanea e stampato a cura di Bandecchi & Vivaldi contenente il testo critico di Nicola Micieli, la riproduzione di tutte le opere esposte, una selezione di immagini di repertorio e gli apparati biografici.

 

Emilio Scanavino
Opere 1953 – 1986
Dal 19 gennaio al 19 febbraio 2018
Inaugurazione giovedì 18 gennaio, ore 19.00

Mostra a cura di: Luca Manganiello e Stefania Fossati
Testo critico: Nicola Micieli
Patrocinio: UBI Banca e ARTEiNWorld

Si ringrazia l’Archivio Scanavino (Milano) per la preziosa consulenza.
Catalogo disponibile in galleria nella versione cartacea e digitale.

CASATI Arte Contemporanea
Indirizzo: Viale Alfonso Casati 2/o, Muggiò (MB)
Orari: da lunedì a venerdì: 10.00-12.30/15.30-19.00
Il sabato su appuntamento.
Contatti: +39 039 9635366 | +39 329 5941841
art@casatiartecontemporanea.it – www.casatiartecontemporanea.it



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Data e Ora
18/01/2018 / 19:00 - 22:00

Luogo
CASATI Arte Contemporanea