Franco Cipriano – IKONOSTASI

Il Museo Irpino, ex Carcere Borbonico di Avellino, ospita, con inaugurazione giovedì 11 ottobre 2018 alle ore 17, un’inedita mostra dell’artista Franco Cipriano, dal titolo “Ikonostasi”. La mostra, col patrocinio della Provincia di Avellino, è promossa da MONTOROCONTEMPORANEA e dall’Associazione Culturale ContemporaneaMente, a cura di Gerardo Fiore, ed è parte del circuito AMACI per la quattordicesima edizione della giornata del contemporaneo.

Pitture di teleri e sculture in un’istallazione di una “camera picta” che risuona di corpi e della loro assenza, tra i drappeggi polifonici del rosso e l’intensità rivelante dei grigi. L’istallazione si espone come soglia dell’annuncio (kerygma) originante nel suo enigma espressivo, indefinibilità e memoria si intrecciano nella coagulazione della materia nelle apparizioni e sparizioni delle immagini. La possibilità dell’arte, per l’artista, è nella sospensione tra visibile e invisibile, nella “contraddizione” di profondità e superficie, invece che nella loro co-esistenza. La mostra si presenta come un crocevia del linguaggio, del “fuori nel dentro” e viceversa, tra bordo delle cose, materia oggettuale e il loro vuoto immaginale, come in uno spazio dell’indefinibilità, nella “solitudine” di senso che fa del gesto artistico un persistente riflettersi nel suo inizio, in una immemoriale tonalità che sostiene la memoria delle cose e insieme ne destituisce la definizione, toccando il confine con l’oblio, nella vita come nell’arte. Historia del pensiero che si fa “corpo” dell’opera, l’Ikonostasi di Franco Cipriano dunque è palinsesto del ritrarsi del corpo-immagine nella materia del suo originarsi, in una duplicità tra dissolvenza e trasmutazione in traccia, orma, segno. Uno spazio atopico dell’espressione che annuncia e si rivela nella “crisi” del linguaggio delle “immagini”, dove si riflette il senso e la memoria “irrappresentabile” della vita e delle cose, nell’altrove kenotico (il ritrarsi nel suo fondo di silenzio) del gesto dell’arte. Pitture, oggetti, sculture, video, suoni, gesti compongono una mostra performativa che mette in questione il linguaggio interrogandone il possibile nella incombenza di un addio che si fa mappa ultima del senso, come in una Ikonostasi impossibile, che si espone come liturgia del mistero dell’essere e del suo spazio-tempo-immagine.

MUSEO IRPINO, ex Carcere Borbonico, Avellino
Franco Cipriano, IKONOSTASI
In mostra dall’ 11 al 30 ottobre 2018
martedi giovedi venerdi e sabato ore 9-13 /
venerdi 9-13 15,30-17.15 / domenica e lunedì chiuso

Una sintesi bio-bibliografica
Franco Cipriano, nato a Scafati nel 1952, vive e lavora a Napoli. È attivo nella scena artistica dagli anni Settanta, con pratiche espositive e di scrittura teorica e di critica. S’interessa del rapporto tra arte e pensiero dialogando con diverse figure della cultura filosofica italiana. La sua attività artistica ha percorsi multiformi. La pratica della pittura e della scrittura incrocia esperienze multimediali, performative e forme di progetto per l’organizzazione dell’arte e della cultura. È promotore, dagli anni Settanta, di gruppi d’intervento artistico e culturale, ideando e realizzando mostre, azioni negli spazi urbani, organizzando incontri e azioni performative, come interazione di linguaggi, temi e questioni del Contemporaneo
È autore di testi critici e di poetica, pubblicati in riviste, monografie, volumi e cataloghi. La sua recente monografia HISTORIA (Grafica Metelliana Edizioni, 2015) raccoglie le molteplici tracce di dialogo e commenti della sua opera di filosofi, storici, critici, artisti, poeti, scrittori.
Ideatore nel 1973 di OCT (operativo comunicazioni territorio). È stato ideatore e art director dello Spazio Zero11 di Torre Annunziata, Napoli. È stato supervisore nelle attività del collettivo Di.St.Urb. Ha promosso e coordina “Artlante, comunità di studi e iniziative per l’arte contemporanea”. Collabora alla rivista filosofica internazionale “Shift” diretta da Daniela Calabrò, collabora con la rivista filosofica Kaiak e con s.definizioni.
Tra le esposizioni collettive e rassegne:
“Politikaction”, 1972 Centro Sud Arte Scafati, Prop art, Galleria Libreria Guida Napoli, “Immagini per una città”, 1974, Galleria Colonna Napoli;“La Scuola di Napoli”, 1978, Galleria Numerosette, Napoli; 1981, “Presenza e memoria; sette artisti italiani all’inizio degli anni ’80”, Palazzo Ducale San Cesario di Lecce;1983, “Art Itinera 83: Persistenza della pittura”, Castiglioncello;1985 “Italie aujourd’hui’: Sguardi sull’arte italiana dal I970 al 1985”, Centro Nazionale d’Arte Contemporanea, Villa Arson, Nizza. Ha partecipato alle X e XI e Quadriennali nazionali d’arte, Roma, 1975/1986. Nel 1986 “L’officina di Scafati”, a Scafati e Arezzo; 1987, “Opere-Rara Avis Alfano, Cipriano, Longobardi, Pisani, Tatafiore”, Castel dell’Ovo, Napoli. 1998, “Napoli frontale”, Santa Maria la Nova, Napoli. 2001 partecipa a “Insorgenze del classico”, Villa Campolieto, Ercolano; 2009 “Dialoghi di luce”, Scafati; 2013 “Anamorfosi della verità”, Spazio Zero11 di Torre Annunziata, “Visioni contemporanee”, Ravello; 2014 “Die Werte der Gemeinschaft / Il Valore della Comunità”, alla Stuttgarter Kunstverein e.V., Stoccarda, Germania; “Resurrectio”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Rewind”, Museo di Napoli Novecento, Castel S.Elmo, Napoli. Nel 2015: “Artlante vesuviano”, Tekla Sarno e Scafati Real Polverificio Borbonico; “Resurrectio Theatrum Resurrectionis”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Resurrectio” Unusual Art Gallery, Caserta. Nel 2016: “Pareti ad Arte”, Galleria Serrau, Napoli/Parigi; “Stazione Creativa/Profezia” Spazio MIL, Sesto S. Giovanni, Milano. “Un Ecoxtutti”, MANN, 2015 Napoli, 2017 Miami (Usa).
È presente con una video-intervista nella istallazione audio-video CittàLimbo di Aldo Elefante, esposta al Museo Madre. La sua opera “ Dissidi dell’origine” (1986) è esposta nella collezione Napoli-Novecento presso Castel S. Elmo. Sue opere anche nel Museo FRAC di Baronissi e nel Fondo Arte Contemporanea di Montoro oltre che in diverse collezioni private.

Tra le personali più rilevanti: “L’oro di Karl Marx”, 1980, Galleria Libreria Minerva Napoli; 1981, Galleria “Il Grifo”, Roma. “Finisterre” nel 1991 e “La cenere del cielo” nel 1993, EnzoEspositoArte Contemporanea Napoli; “Absentia Picta”, Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli. del 1995; Nel 1999 espone “Il Canto di Orfeo” all’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli e “Corpo trascendentale” alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Scafati. “Tracce, non parole, tre libri” è il titolo della mostra-conferenza alla Fondazione Menna di Salerno. Nel 2001 una personale alla Galleria Giulia di Roma. Al Monastero di Camaldoli, Arezzo, nel 2006 è la mostra “Dell’immemore”. Del 2007 è l’antologica “Di estrema memoria”, Museo Frac, Baronissi. Nel 2010 è la mostra personale “Kataphysis”, al Museo di Villa Rufolo di Ravello, con testi di Stefania Zuliani e Vincenzo Vitiello. Nel 2015 “Togliere il nome alle cose”, Spazio Zero11, Torre Annunziata, Napoli; nel 2016 “Studio, Cipriano/Terminiello”, Unusual Art Gallery, Caserta, “Templum”, Convento S. Maria degli Angeli, Torchiati di Montoro, Avellino. Del 2017 sono le mostre “Mysterium, bibliotheca philosophica” al Museo Nazionale Archeologico di Napoli e “Mistero chiaro, biblioteca catafisisca” alla Galleria Primo Piano, a Napoli. Nel 2018 è l’istallazione performativa (insieme ad Antonio Davide, Pier Paolo Patti, Ciro Vitale) “Sottosuoli, profondità della superficie”, Spazio MIL, Sesto San Giovanni, Milano.



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Data e Ora
11/10/2018 / 17:00 - 20:00

Luogo
Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico Avellino