Giorgia Zanuso | Transiti

Un percorso personale all’interno degli spazi di Poleschi Arte in Pietrasanta racconta la ricerca più recente di Giorgia Zanuso. Le opere in mostra permettono allo spettatore la ricostruzione spaziale, emotiva e psicologica della mappa espressiva di una giovane artista che, con fermezza e determinazione, procede celermente nel suo lavoro per sezioni tematiche e spezzoni narrativi. Nell’occasione sono stati selezionati oltre venti lavori, molti dei quali appositamente realizzati, che, pur nella parzialità diaristica, offrono una campionatura significativa del suo liturgico impegno quotidiano e suggeriscono il mood dell’intero suo organismo creativo. “Evanescenze”, “Sipari”, “Spiragli”, “Sovrapposizioni”: sono alcuni dei titoli che ci conducono lungo gli itinerari della Zanuso. Riccardo Zelatore ha scelto “Transiti” come titolo della mostra proprio per sottolineare come icasticità, purezza e rigore di fatto sottendano antitesi sapienti e affascinanti. Via via che si guardano le opere, una dopo l’altra, la prospettiva estetica pare mutare ma all’osservatore attento non sfugge il come l’artista lavori ai fianchi un linguaggio su molti registri (e diversi materiali) per puntare a un messaggio unico e coerente: l’artista è un demone gaio, per dirlo alla Lea Vergine, ma serio che evoca la dimensione più profonda dell’esistere. Tra razionalità, sconcerti, citazioni, lusinghe e sfrontatezze, la Zanuso ci propone con affettuosa ma strategica dissimulazione un lavoro tenace e articolato, dallo stile armonico e asciutto, che, attraverso la presenza ostinata della luce e la disposizione ordinata delle parti, dichiara la sua lotta e la sua abnegazione al ritrovamento del vero sé.

Giorgia Zanuso nasce a Finale Ligure nel 1985. Cresciuta sin da piccola tra opere di arte e design, architetto di professione, decide nel 2012 di avviare la sua carriera artistica progettando opere dal forte impatto neo-costruttivista. Inizialmente, quasi fosse un’azione catartica, applica in maniera istintiva ed emotiva led e fili (le relazioni umane) sulla tela pura e intonsa, che considera fonte primigenia di vita. Successivamente si dedica allo studio della geometria sacra, alla sequenza dei numeri legati alla natura e si confronta con diversi testi antichi. Da queste ricerche elabora opere che realizza con granulati disposti secondo varie forme concentriche, alcune delle quali rimandano ai Mandala tibetani. Nonostante ciò, l’istintività protagonista dei primi lavori prevale su quest’ultime indagini, tanto da riportarla a continuare la ricerca avviata inizialmente. Nelle ultime opere la tela non è più pura e immacolata, ma è pervasa da materiali diversi, espressivi, materici; l’artista adopera colori sfumati che riflettono le svariate intensità delle luci e dei colori del paesaggio ligure dove vive. I led e i fili percorrono la tela continuando a tessere percorsi e relazioni umane.

Nonostante la breve carriera, ha già preso parte a diverse esposizioni e fiere italiane. Quest’anno è stata inserita nel Dizionario degli artisti liguri edito da De Ferrari e nell’Annuario d’arte moderna artisti contemporanei pubblicato da Acca edizioni. Vive e lavora a Bergeggi.



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Data e Ora
02/07/2016 / 18:00 - 21:00

Luogo
Pietrasanta