io e gli altri:contaminazioni

Federico Zimatore torna finalmente ad esporre a Roma dopo oltre 3 anni presso lo Spazio Cerere. “Io e gli altri: contaminazioni” presenta circa 25 opere, molti delle quali inedite, unitamente a carte e schizzi che riportano le sensazioni e le riflessioni degli anni trascorsi. La mostra inaugura il 19 Maggio alle 18.30 e resta aperta fino al 22 maggio.

“Io e gli altri: contaminazioni”: il titolo introduce con chiarezza il tema della mostra di Federico Zimatore e dei suoi più recenti lavori. Rivela identità, diversità, rapporti, relazioni, incontri, confronti, valori.

Scegliendo questo titolo si è voluto affrontare un tema un po’ speciale alla base della ricerca dell’artista, l’incontro con l’altro. Incontrare l’altro per Zimatore significa avvicinarsi, confrontarsi, conoscersi, essere partecipi di una dimensione terza, quella intersoggettiva. Un territorio, questo, che di fatto non appartiene a nessuno, ma all’interno del quale giocano forze molto potenti, una sorta di contenitore da cui attingere, anche inconsapevolmente. Il luogo dell’incontro è la realtà che ci circonda: esperienze, emozioni, pensieri, immagini, suggestioni quotidiane.

Interrogarsi su queste tematiche non è un mero esercizio teorico o culturale: il tema dell’identità e dell’alterità è un argomento radicato nella natura umana, protagonista di un gran numero di dibattiti filosofici sin dalle origini. La relazione con l’altro è alla base del nostro stesso essere, la contaminazione con l’altro è alla base dell’arte di Zimatore.

Quanto sopra Zimatore ben lo rappresenta attraverso gli schizzi di particolare intensità emotiva realizzati ad inchiostro nero su carta, dal titolo “i dimenticati”.

Così gli alberi di Zimatore rappresentano la perfezione, la forza, la stabilità, l’armonia, ma anche le aspirazioni, la socialità e l’apertura verso l’altro, proprio come Lui e gli altri (2014), dove la sagoma nera nell’albero è appena accennata in un paesaggio dai colori brillanti e accesi, fa parte del paesaggio stesso, fondendosi con esso. Un albero solitario appare in Lui l’albero (io) e le contaminazioni (2015.

Rocce e Tutti insieme sono due lavori “americani”, riflessioni su un viaggio naturalistico in 14 parchi negli Stati Uniti, dove tutto è immenso, superlativo, extralarge. Da un lato quindi esaltano nella loro inaspettata figurazione le località visitate, paesaggi e scenari che cambiano in modo radicale; dall’altro vogliono esprimere il concetto della forza che ben si lega alla simbologia dell’albero: roccia-albero-deserto.

Altra serie molto interessante è quella degli Imperfetti, dove tele e tavole di varie dimensioni accolgono composizioni ritmate da linee che si incrociano volutamente imperfette, quasi a formare un tessuto intrecciato, un ordito imperfetto. L’artista crea questi lavori cercando di andare oltre la perfezione del reale: l’idea nasce proprio dalla contrapposizione con elementi che appaiono perfetti come ad esempio l’albero, la sua forma definita, i suoi infiniti dettagli.

L’ispirazione nei colori è casuale, non esistono bozzetti, è una pittura d’istinto vicina all’informale.

Applicando la medesima tecnica elaborata per gli imperfetti, alimentato dal suo spirito eclettico, Zimatore sente la necessita di esplorare nuove discipline, in particolare la ceramica e grazie alla collaborazione con il ceramista sardo Salvatore Farci disegna la livrea di alcuni pesci che poi, il ceramista perfeziona attraverso la tecnica Raku.

A chiudere il simbolico itinerario c’è la serie dei muri: barriere e confini tornano più che mai attuali.

Il muro è sbarramento, chiusura, divisione, odio, diversità, contrasto, mentre un frammento di muro, così come era stato definito dallo stesso Autore realizzando quello del 2009, diviene l’esatto contrario, negando la sua interezza. Per questo i Muri bianchi di Zimatore, solcati da linee simboliche fatte di spaghi annodati, si contrappongono ai “muri della vergogna”, alla miopia di alcuni esseri umani che continuano a costruire barriere di separazione.

“I tempi difficili in cui viviamo, richiedono più che mai riferimenti comuni certi. La tentazione di risolvere i problemi con la contrapposizione sia questa di natura economica, culturale o religiosa ecc., aggrava i problemi stessi.” scrive Zimatore e il candore dei suoi muri è un invito ad abbattere le barriere e ad aprirsi agli altri.

 

Testo di Barbara Gasperini



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Data e Ora
19/05/2017 / 18:30 - 21:30

Luogo
Spazio Cerere