Juggernaut project | Zino

Un palazzo cinquecentesco di Bologna diventa per una notte teatro di un’installazione di opere d’arte luminose. Un salone dalle dimensioni monumentali e dall’aspetto spoglio, situato al piano nobile del palazzo ritorna a vivere dopo anni di abbandono, grazie all’arte e alla luce. Nella cornice di “art city white night”, sabato 3 febbraio 2018 alle ore 18, all’interno delle stanze di Palazzo Vizzani Sanguinetti in via Santo Stefano 43, inaugurerà “Juggernaut project” il nuovo progetto espositivo di Zino a cura di Camilla Sanguinetti e Luca Ciancabilla.

Juggernaut è un termine inglese che indica una forza inarrestabile. È una forza primigenia che, grazie al processo tutto contemporaneo della creazione del bisogno, ha dato vita all’attuale spirito di globalizzazione che diffonde a livello mondiale stili di vita omogenei e contemporaneamente introduce, negli ambiti in cui opera, rimodulazioni di orientamento tese alla creazione di comportamenti affidabili e standardizzati, adeguati a vivere il proprio tempo.

Mescolando i riferimenti artistici e gli stili di vita contemporanei più consolidati, Zino sperimenta un inedito cortocircuito tra le dinamiche della globalizzazione e le icone immortali della nostra industria culturale.
La conseguenza inevitabile e estraniante è stata un’estensione universale di uno stesso modello di vita che mi ha permesso di inventare una dimensione del vivere sociale che dilata i tradizionali limiti delle celebri icone del passato privandoli del ruolo di “incubatori” di identità di un epoca per immergerli in quello che sarebbe il loro naturale agire se abitassero le stanze della contemporaneità, se fossero uomini contemporanei senza nessuna possibilità di sfuggire al juggernaut.

Juggernaut Project ci mostra l’ennesima faccia di Zino. 11 lightbox che sondano il rapporto intimo tra antico e contemporaneo. La tecnica artistica è di nuovo cambiata ma quello che rimane è che le sue opere sono ancora una volta fatte per essere assorbite fino in fondo, specchiandosi nell’Apollo che si fa un selfie, nella Venere tatuata o nella bellissima madonna con bambino in attesa del pacco di Amazon, in un caleidoscopico panorama di fragilità umane.
In questo lavoro si vede il divertimento dell’artista nello sperimentare una tecnica per lui nuova, le luci e le ombre create attraverso il nastro adesivo sono precise, lo stile è semplice e immediato, ma ricco di significati, di riferimenti e di simboli che riescono a tradurre il passato in presente e viceversa. Grazie a questa relazione temporale allusiva e ironica si ha l’impressione che queste immagini possano aiutare l’uomo contemporaneo a orientarsi nella complessità che lo circonda.

La mostra sarà corredata da un catalogo con i contributi di 7 tra i curatori più interessanti del panorama contemporaneo: Raffaele Quattrone, Alice Zannoni, Andrea Zanetti, Lucia Zappacosta, Francesco Mutti, Guya Bacciocchi, Antonio Zimarino.



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Data e Ora
03/02/2018 / 18:00 - 21:00

Luogo
Palazzo Vizzani