Lamed

Associando le costruzioni narrative della storia agli elementi strutturali dell’architettura, Marcello Tedesco sonda l’edificazione linguistica come nucleo fondante della civiltà.

Concentrandosi sugli elementi minimi dell’edilizia e del linguaggio narrativo, Tedesco ritrova agli archetipi primari per delineare una storia alternativa, in cui gli artefatti linguistici che definiscono la realtà contingente vengono rivalutati criticamente.

Nel progetto Lamed, Tedesco presenta una nuova serie di opere in cui costruzione e demolizione convergono nel flusso vitale. La forma, che nelle opere precedenti si poneva come oggetto finito, ora si apre alla sue possibilità germinative che la estendono nella dimensione infinita. La narrazione lineare implode trasformandosi in vibrazione che coinvolge interamente lo spazio.

Il procedimento adottato da Tedesco per determinare la forma delle opere è quello di sottoporle, una volta edificate, ad un vero e proprio processo di demolizione. È questa forza distruttiva, sapientemente governata, a disgregare il cemento e a piegarne i ferri, fino a condurre le opere alla loro scheletrica evidenza. Questo processo in apparenza così violento, allude alla lotta che il pensiero fa per raggiungere la sua essenza, un’essenza che disintegra e rimuove qualunque rappresentazione dialettica, per ritrovare infine la sua forma originaria, dove la materia diventa essenzialmente immateriale.

La linea verticale della colonna, elemento tipico delle opere di Tedesco e paradigma dell’architettura come volontà che si contrappone alla forza di gravità, ora si incurva in ampie volute che rendono organica l’architettura, amplificandola in un’eco che si espande dando corpo al vuoto.

I componenti edilizi, tondini di ferro, pietra e conglomerato cementizo, fluttuano nello spazio come animali degli abissi, segnati dai processi di corrosione e produzione della ruggine che, con il suo colore rossastro, evidenzia l’azione del tempo.

La torsione delle linee che contraddistingue la nuova produzione di Tedesco trova corrispondenza nella lamed, dodicesima lettera dell’alfabeto ebraico, che la conoscenza cabalistica associa all’archetipo della misura che si espande nello spazio tramite l’insegnamento e l’apprendimento. La lettera lamed esprime la fiducia nei confronti delle nuove possibilità dell’esperienza umana, in cui la costruzione dell’uomo si apre a inedite dimensioni dello spirito.

-L’uomo non possiede la forza con cui costruisce la sua civiltà-

M.Scaligero



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Data e Ora
05/02/2017 / 18:00 - 21:00

Luogo
Surplace