Love Will Tear Us Apart 2013_2016

Che Love Will Tear Us Apart 2013_2016, sia un titolo ispirato alla canzone dei Joy Division, è fuori discussione. Che si tratti di un progetto work in progress di catarsi collettiva, invece, è tutt’altro che scontato. Eppure si tratta anche di questo: un rito di espiazione che prende forma condividendo e mettendo in mostra ciò che rimane dei nostri amori passati. Un rito che inaugura venerdì 26 agosto ore 18.00 sulle terrazze del CAMeC.

Nelle pareti di sinistra Alessandro Trapezio, per primo, espone le immagini che sono memoria delle tre sue relazioni passate, mettendo a nudo di fronte al pubblico ricordi e sensazioni sopite e lontane che qui riaffiorano in un’epifania inaspettata e agrodolce. Una sorta di cameretta di un ragazzo come tanti, ma con le pareti rigirate all’esterno, che anziché private si fanno pubbliche, alla mercé di sguardi sconosciuti. Le emozioni che questo progetto suscita sono condivise perché rimandano a un tempo che, seppur non troppo lontano, è distante dal modo che abbiamo oggi di trattenere i ricordi, e si fa ricordo a sua volta. Si tratta infatti di un’era pre-digitale, in cui le foto avevano un maggiore valore affettivo perché tangibili, spesso uniche, e scattate quasi solo in occasioni particolari.

L’empatia spontanea che ne deriva si concretizza nell’area destra: sulle pareti sono esposti, come “ex voto” d’amore su campitura rosa, oggetti appartenuti al pubblico delle precedenti edizioni di Love, consegnati e fotografati dall’artista con l’intento di sublimare ricordi e dolori. Anche ora la comunità è invitata a prendere parte al progetto: sui piedistalli bianchi, a rotazione, il museo si premura di esibire in forma rigorosamente anonima tutti gli oggetti che il pubblico porterà nel corso della mostra.

Il catalogo, presentato al Fruit Exhibition di Bologna alla fine del 2014, è un collettore di memorie; oltre al patrimonio emotivo di Alessandro, ecco gli still life di feticci altrui: ciabatte, biglietti aerei, lumache di legno, qualche maglietta, oggetti all’apparenza senza valore ma simboli di una storia unica che entrano a far parte di una cameretta pubblica, con le pareti girate all’esterno.

Alessandro Trapezio (La Spezia, 1981; vive tra Bologna e la Lunigiana) è un appassionato narratore: ritrae le persone a lui più vicine e immortala la quotidianità di giovani artisti e musicisti. Parla di tempo, memoria, presenza differita; inanella istanti magici che appartengono al passato e che, purtroppo, non torneranno più.

La materia di cui sono fatte le sue storie e gli scatti è un umore nero; i suoi lavori parlano di vita vissuta, trascorsa e passata, colta in un attimo meraviglioso e irripetibile. Descrive un’atmosfera conviviale, complice, elettrica e brillante perché rievoca, con nostalgia, gli anni e i momenti più belli della vita, la giovinezza con la sua follia, l’audacia e la sfrontatezza.



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Data e Ora
26/08/2016 / 18:00 - 21:00

Luogo
CAMeC La Spezia