Mario Costantini – Il Mare

Domenica 16 settembre alle ore 18.30 si aprirà la mostra di Mario Costantini dal titolo Il Mare, curata da Antonio Zimarino e Jolanda Angelini.

Mario Costantini
Nato Penne (Pe) nel 1946 dove vive e lavora.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida dei maestri Mario Mafai, Marcello Avenati e Lino Bianchi Barriviera. Durante il corso consegue due premi Minerva D’arte come miglior allievo.
Il suo esordio è caratterizzato dalla Neofigurazione, alla fine degli anni ’60, dopo un primo contatto con il Maestro Remo Brindisi, nasce la sua prima personale a Milano, tale esposizione conclude il suo percorso figurativo.
In seguito la sua ricerca si orienta verso un linguaggio in cui tutto si contamina: pittura, scultura, Fiber Art.
Grazie alla sua passione per le armature tecniche tessili egli progetta cartoni di artisti internazionali per l’Arazzeria pennese (Oasi di Penne).
Realizza opere decostruttiviste che espone alla Quadriennale d’Arte di Roma, al Premio Michetti ed al Premio Avezzano.
Profondamente legato al suo territorio, per anni si dedica allo studio dei Vestini, dal quale ne derivano non solo un gran numero di pubblicazioni ma anche la sua ricerca minimalista che porta avanti per un decennio realizzando numerose opere pubbliche. ( “Piccolo Mausoleo all’uomo” collocata Parco delle sculture di Terra Moretti – Brescia)
Numerose le sue partecipazioni mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra le quali Milano, Roma, Bergamo, Francia, Romania.

” … il mare è “Odisseo”, ricerca, migrazione intersezione possibile di civiltà e nel Mediterraneo si sa di
poter incontrare qualcosa: è un infinito ristretto, se così si può dire.
Le strutture segniche e materiali delle “navi” delle barche che lo solcano, portano su di sé le storie di uomini e persone da Ulisse in poi: e non a caso, le prue di Mario Costantini, portano persone, portano storie di una logica “aurea” di possibilità e speranza ad es. Nella scultura “Salviamo il mare” (2018) dove le stesse “persone” idealmente portate dalla barca assomigliano a tantissime altre onde, a tantissime altre direzioni e forze. Attraverso questo processo di “iconizzazione” degli elementi della rappresentazione/narrazione non esplicitamente ma indirettamente, riconosciamo quali storie si possono raccontare: l’idea della “pretezione” e della “custodia” della vita (Donna con barche, 2018); storie di chi baldanzosamente cerca una possibilità, di chi vuole una qualche speranza, un’idea di futuro (Cavallo del Mare, 2018). Sono storie di personali odisee e ci troviamo conseguentemente anche dentro la metafora della migrazione e la colleghiamo con il suo senso storico e con la tragedia che accade sotto i nostri occhi….”.
Antonio Zimarino

 



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Data e Ora
16/09/2018 / 18:30 - 20:30

Luogo
Galleria E20