Norma Jeane

La macchina, icona del concetto di hardware, assume una nuova aura.
Le ricerche comunemente riunite nella definizione di Intelligenza Artificiale stanno trasformando questi oggetti, storicamente considerati come meri strumenti al servizio della nostra specie, in soggetti con nuovi margini di imprevedibilità.
Questa mutazione si colloca sul versante della rappresentazione che noi (umani) elaboriamo nella sfera emotiva e, inevitabilmente, estende il perimetro di ciò che definiamo “artificiale” a oggetti la cui peculiarità non è solo utilitaristica ma anche estetica, simbolica, sensuale, comunicativa e spirituale.
Gli “artefatti” hanno quindi il potere di modificare la nostra rappresentazione del mondo e di noi stessi. Ha dunque senso perseverare nel dualismo naturale/artificiale? La tecnologia non è forse parte integrante della nostra umanità? E non contribuisce in modo sostanziale al modo con cui ci vediamo?

Questa morbida seduzione contemporanea è la materia di The Soft Machine, una mostra che vede intrecciarsi due opere di Norma Jeane, ShyBot (2017) e Black Sheep Orgone Blanket (2017), in un abbraccio tra tecnologia, cultura e identità.

Norma Jeane è un alias ispirato al lato privato e oscuro della più luminosa tra le icone pop.
La complessità contraddittoria della quotidianità è il campo di indagine delle sue opere che sono state mostrate in numerose istituzioni pubbliche e private internazionali tra le quali MoMA, P.S.1 e Swiss Institute, New York; Palais de Tokyo, Parigi; Helmhaus, Zurigo; Frieze Project, Londra; Schirn Kunsthalle, Francoforte; Martin Gropius Bau, Berlino; Culture Station 284, Seul; Galleria Continua, Pechino e Les Moulins; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Biennale di Lione, Biennale di Venezia, Biennale di Liverpool, Biennale Socle du Monde, Herning/DK e Desert X Biennial, Palm Springs.



Sto caricando la mappa ....

Data e Ora
26/10/2017 / 19:00 - 21:00

Luogo
Marsèlleria