Oscar Giaconia, Jacopo Miliani e Driant Zeneli alla GAMeC

Il 2019 della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo si apre con un nuovo capitolo della programmazione curata dal Direttore Lorenzo Giusti, interamente incentrato su uno dei cardini della missione del museo: il sostegno a giovani talenti artistici attivi in Italia e sul territorio ma proiettati verso una dimensione internazionale.

Tre le mostre che inaugurano il 17 gennaio, tutte a cura di Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni: la prima personale di Oscar Giaconia in un’istituzione museale italiana; la presentazione del lavoro di Jacopo Miliani nell’ambito della XI edizione della rassegna Artists’ Film International e lo screening della trilogia video di Driant Zeneli.

Un’ulteriore conferma dell’attenzione che la GAMeC riserva da sempre ad artisti e curatori delle nuove generazioni, creando opportunità espositive e occasioni di approfondimento del loro lavoro, confermando e rinvigorendo la vocazione a individuare, esporre e decifrare i linguaggi più innovativi della scena artistica locale e nazionale.

Oscar Giaconia
Oscar Giaconia Sexual Clumsiness of Amphibious Machine, 2017 (part.) olio su carta lubrificata in teca di salpa acidata, 45 x 32 cm (53 x 40 cm con cornice) Collezione privata Foto: © Marco Ronzoni, Courtesy OG Studio e Thomas Brambilla Gallery, Bergamo

Oscar Giaconia Hoysteria GAMeC, Spazio Zero

Sabato 23 febbraio 2019: Performance con Oscar Giaconia e il truccatore prostetico due volte nominato all’Oscar Vittorio Sodano

Dal 17 gennaio al 24 febbraio 2019 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Hoysteria, la prima personale di Oscar Giaconia(Milano, 1978) in un’istituzione museale italiana.

La mostra è realizzata con il supporto del Club GAMeC – l’associazione degli amici del museo che dal 2005 sostiene le attività della Galleria – prima di una serie di iniziative volte a promuovere la ricerca artistica contemporanea in tutte le sue forme.

Il titolo dell’esposizione – una ricognizione sulla più recente produzione pittorica dell’artista – è una “parola valigia” che contiene una fusione tra “osteria”, “ostrica” e”isteria”, termini che alludono a contenitori di diversa natura, capaci di accogliere un qualche tipo di ospite. L’assonanza concettuale e fonetica che accomuna queste parole produce un titolo intraducibile, un equivoco linguistico, una disfunzione di senso incarnata nelle figure che abitano l’esposizione.

Jacopo Miliani
Jacopo Miliani, Deserto, 2017
Still da video. Prodotto in collaborazione con E.M.M.A e Matadero. Courtesy l’artista

ARTISTS’ FILM INTERNATIONAL – XI EDIZIONE

Artista selezionato dalla GAMeC Jacopo Miliani Deserto, 2017 GAMeC, I Piano

Prosegue la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il prestigioso network dedicato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni d’arte contemporanea internazionali, con artisti provenienti da tutto il mondo.

Per l’undicesima edizione della rassegna – il cui tema è il “gender” – le curatrici Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni hanno selezionato l’artista Jacopo Miliani (Firenze, 1979). A Miliani sarà interamente dedicata una delle tre sale del primo piano del museo, che ospiterà la proiezione dell’opera video Deserto (2017) e di TEOREMA TEOREMA TEOREMA (2018), prosieguo del progetto dedicato a Pasolini.

Deserto riflette sulla possibilità di parlare di identità multiple attraverso l’invenzione di un nuovo linguaggio. Il deserto, scenario che chiude i film Teorema (1968) di Pier Paolo Pasolini e Le avventure di Priscilla, Regina del Deserto (1994) di Stephan Elliot, è stato utilizzato dall’artista come luogo d’incontro ideale tra i due protagonisti: l’Ospite (un estraneo enigmatico, sia angelico sia demoniaco, che seduce un’intera famiglia borghese) e Bernadette (una donna transgender), entrambi interpretati dallo stesso attore, Terence Stamp. Il deserto è evocato da Miliani come luogo in cui la sabbia non assume mai una forma precisa e definitiva.

Un corpo enigmatico, lunghe unghie laccate di rosso, una nuova lingua dei segni, una voce, un testo, danza e fotografia: sono elementi che danno vita a una fitta trama di stimoli visivi dove linguaggio verbale e visivo si intrecciano al lessico sensoriale e sensuale.

Driant Zeneli
Driant Zeneli
Some Say the Moon is Easy to Touch…, 2011
Still da video
Courtesy l’artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca

Driant Zeneli When Dreams Become Necessity, Screening. GAMeC, Sala Proiezioni
La GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta, per la prima volta in un’istituzione italiana, la trilogia video When Dreams Become Necessity di Driant Zeneli (Shkoder, Albania,1983).
Rappresentato da Prometeogallery di Ida Pisani, l’artista è stato selezionato nell’ambito del progetto Level 0 promosso da ArtVerona.
When Dreams Become Necessity comprende tre video di breve durata che documentano altrettante azioni performative svolte dall’artista stesso. In tutti i casi, Zeneli cerca di realizzare tre desideri, tre sogni verosimilmente impossibili da concretizzare, lasciando intendere che l’inevitabile fallimento non sia che la porta di accesso per possibili alternative.
Nel primo video, The Dream of Icarus Was to Make a Cloud (2009), l’artista tenta di creare una nuvola volando in parapendio; nel secondo, Some Say the Moon Is Easy to Touch… (2011), si lancia in un bungee jump nel tentativo di toccare la luna, nella notte in cui il satellite si trova alla minima distanza dalla Terra; nell’ultimo, Don’t Look at the Sun while You’re Expecting to Cross it (2014), Zeneli decide di attraversare il sole viaggiando su una teleferica dopo che la cometa Lovejoy ha attraversato l’atmosfera del sole, uscendone intatta.



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Data e Ora
17/01/2019 / 19:00 - 21:00

Luogo
Gamec