Paolo Scirpa | L’infinito possibile

ArteA Gallery presenta nei suoi spazi espositivi di Milano “L’infinito possibile”, retrospettiva dedicata a Paolo Scirpa, artista che ha sviluppato la sua intera ricerca nell’esplorazione dello spazio e delle infinite possibilità che esso offre, anche attraverso la sua interazione con luce e colore. Un percorso espositivo di grande suggestione. Circa 30 opere accompagnano il visitatore dagli anni’70 ad oggi, in particolare i Ludoscopi, cui ha dato vita a partire dagli anni Settanta.

Essi sono ‘fatti’ di luce, in quanto la luce come strumento di colore e di forma è ad essi essenziale: una luce che concretizza le geometrie, genera figure formali in grado di attrarci e condurci in una profondità che in vario modo le voci critiche hanno interpretato come ‘tunnel’, ‘percorso nel mistero’, ‘pozzo’ in cui lo sguardo si perde…Oggettivamente, tali lavori realizzano perciò, matematicamente, un ‘infinito’, o almeno una ‘sensazione di infinito’…”, così si legge nel testo critico di Francesco Tedeschi.

 In esposizione anche altri suoi lavori, di natura pittorica, i cromopercettivi e i componibili modulari “fondati sull’uso di colore fosforescente o comunque di colori che sembrano derivare da un’essenza di luce e conservarne la potenza e la capacità di manifestazione in cui il grado di illusione ottica assume un’altra caratteristica, producendo le condizioni di un movimenro continuo e di un temporaneo disorientamento”.

Infine i Progetti d’intervento che “si configurano in relazione ai luoghi dell’architettura e della città, come in siti archeologici, attraverso l’elaborazione di fotomontaggi in cui le sue sculture ambientali di luce diventano parte dell’altrove. Sono proiezioni della memoria e del futuro, elementi in grado di creare, con la luce e lo spazio, l’illusione di una apertura e di una intrusione di elementi tecnologici di natura poetica”.

Biografia dell’artista
Paolo Scirpa vive e lavora a Milano. Dagli anni ’70 la sua ricerca si orienta verso una dimensione in cui luce e spazio divengono protagonisti spettacolari. Servendosi di tubi luminosi e specchi, l’artista rappresenta la luce “ideale”, cioè l’idea dell’infinito, con i Ludoscopi che propongono la percezione di profondità fittizie. Realizza grandi opere di denuncia consumistica – tra le quali Megalopoli consumistica del ’72 -, delle installazioni e delle pitture, rappresentazioni bidimensionali dei Ludoscopi. Negli anni ‘80 sviluppa gli interventi progettuali inserendo le sue voragini luminose in architetture e ambienti di grande prestigio. Ha inoltre realizzato opere per spazi pubblici e chiese. Suoi Ludoscopi sono anche stati inseriti in scenografie e spettacoli di vario genere, sia televisivi che teatrali: nel 2015 l’INDA Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa gli affida la realizzazione del Manifesto del 51° Ciclo di Spettacoli Classici e, nel 2016, il Festival Milano Musica sceglie i suoi Ludoscopi per interpretare la Musica del compositore Gérard Grisey.

Sue opere sono in collezioni e musei tra i quali, a Milano, il Museo del Novecento, le Civiche Raccolte delle Stampe Achille Bertarelli al Castello Sforzesco, la Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Brera, il MAPP; a Gallarate il MAGA; la VAF-Stiftung del MART di Trento e Rovereto; a Roma la Galleria Nazionale e La Collezione Farnesina; il Museo Civico d’Arte Contemporanea di Gibellina; il Museum di Bagheria; le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento; il Museum Ritter a Waldenbuch e l’Hôtel de Ville di Caen. É stato docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.



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Data e Ora
19/11/2016 / 10:00 - 21:00

Luogo
ArteA Gallery