Progettazione. Architettura e arte contemporanea

Consapevole che una mostra d’arte contemporanea sia anche un’occasione di dialogo e riflessione attorno a differenti temi che riguardano il suo stesso concept, la Galleria Bianconi, in concomitanza con Spazi igroscopici, propone un talk con l’architetto Luca Cipelletti dedicato alle relazioni dialettiche che sussistono tra le discipline e ai rapporti di interconnessione tra l’architettura e l’arte contemporanea.
D’altronde l’attività di Cipelletti – e del suo studio AR.CH.IT di Milano – è strettamente connessa con gli ambiti dell’arte contemporanea, basti pensare alle numerose collaborazioni con l’artista David Tremlett – tra gli altri per il Museo della Merda (Castelbosco, Piacenza) e per il Fondaco di Portofino – protagonista di Spazi igroscopici.
Nel corso del talk in galleria, pertanto, saranno analizzate tutte le esperienze legate a questo specifico ambito del lavoro dello studio di Luca Cipelletti.

“Imparare a lavorare con gli artisti è un passaggio fondamentale. Il rapporto tra artista e architetto è sempre stato singolare. Lavorare con un artista significa fare un passo indietro. Ogni volta è una storia diversa. Serve una comprensione profonda: con l’artista si deve lavorare fin dal primo giorno, quanto il foglio è ancora bianco. Dobbiamo prendere esempio da Rinascimento, il momento più alto della storia della storia Europea, quando arte e architettura collaboravano fin dall’inizio del processo creativo”, ha raccontato Luca Cipelletti in una recente intervista pubblicata da Zero.

Luca Cipelletti

Si laurea in Architettura nel 2001 al Politecnico di Milano. Durante gli studi universitari inizia a collaborare con Albini Helg Piva su alcuni concorsi nazionali e internazionali di architettura e di recupero. Negli anni universitari collabora parallelamente con diverse istituzioni e sviluppa interessi interdisciplinari. Dal 1992 al 1998 lavora con la Camera Nazionale della Moda Italiana in qualità di ufficio stampa per 13 edizioni consecutive di Milano Collezioni Donna mentre dal 1996 al 2001 si occupa della promozione culturale del Teatro alla Scala coordinando il Gruppo Giovani della Fondazione Milano per la Scala e, successivamente, nel Consiglio di Amministrazione come membro del Comitato Esecutivo. Dal 1998 al 2001 lavora con la Regione Lombardia a un progetto pluriennale di ricerca sui musei, alla quale sono seguite attività di monitoraggio delle sedi museali, progettazione, pubblicazioni e docenza sui temi della museografia e dell’allestimento. Nel 2000 fonda a Milano studio AR.CH.IT e dal 2003 per dieci anni collabora con le Nazioni Unite – Millennium Campaign in qualità di consulente esterno e Direttore Artistico.
STUDIO AR.CH.IT LUCA CIPELLETTI
Fondato nel 2000 dall’architetto Luca Cipelletti (1973) studio AR.CH.IT, con una continua attenzione per la ricerca, lavora a progetti che spaziano dall’urbanistica all’architettura, dalla museografia alla direzione artistica.
Lo studio persegue un approccio progettuale flessibile ed interdisciplinare: adatta la propria struttura interpretando i caratteri di ogni singolo progetto, attento al contesto, alle necessità, ai desideri, alle opportunità e obiettivi. Lo studio persegue da anni una ricerca interdisciplinare, mettendo in Conversazione arte e architettura, una rinnovata metodologia di lavoro capace di generare visioni e un contributo sensibile alla qualità culturale della progettazione. Lo studio ha completato recentemente il progetto delle Cavallerizze per il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano e Il Museo della Merda a Castelbosco (PC); Luca Cipelletti diventa anche il direttore creativo del Museo della Merda e vince il Milan Design Award 2016 per il miglior progetto espositivo durante il Fuorisalone. Tra i progetti in corso: dei nuovi padiglioni per il Museo della Scienza a Milano, un Museo per l’azienda Bitossi Ceramiche in Toscana, il masterplan per il “Polo del Contemporaneo” a Bari. I progetti di studio AR.CH.IT Luca Cipelletti sono stati pubblicati da riviste e blog, nazionali e internazionali.

La mostra, Spazi Igroscopici, intende indagare il medium carta – e derivati – secondo la prospettiva di alcuni artisti, storicizzati e non, il cui lavoro è connesso in particolar modo a ricerche sullo spazio nelle sue differenti declinazioni.
L’igroscopia è la capacità di quelle sostanze che tendono ad assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante; tra queste, la carta, il supporto che congiunge le opere degli artisti coinvolti per questo progetto. Gli spazi igroscopici sono proprio quelli concepiti dagli artisti in mostra, che in momenti diversi, seguendo attitudini differenti e operando in latitudini culturali spesso opposte tra loro, hanno inteso costruire un lavoro analitico sulla spazialità.
Artisti legati a differenti aree d’indagine, nell’ambito del loro lavoro hanno declinato le potenzialità di questo supporto rispetto alle loro specifiche esigenze, esasperando talvolta i principi stessi del medium, connettendolo con altri, muovendosi sul doppio crinale della bidimensionalità e della tridimensionalità, che un uso meditato della carta consente.

Spazi igroscopici a cura di Lorenzo Madaro

Opere di Francesco Arena, Umberto Bignardi, Pietro Consagra, Daniele D’Acquisto, Sol Lewitt, Ugo La Pietra, Fausto Melotti, Hidetoshi Nagasawa, David Reimondo, Aldo Spinelli, Natalino Tondo, David Tremlett.



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Data e Ora
12/12/2017 / 18:30 - 21:30

Luogo
Galleria Bianconi