Riccardo Chiodi | 209949 ᶢ℮

La Galleria 16 Civico è lieta di presentare la personale di Riccardo Chiodi. Il titolo della mostra corrisponde al peso netto, in grammi, della somma delle opere in esposizione. In ferro e tela, sono costruite artigianalmente, istituendo l’artista un rapporto caldo e diretto con la materia, manualmente e faticosamente assemblata e lavorata. La tela, un tempo stracciata con l’ausilio di un sasso, è strappata a mano e ridipinta in acrilico, a ricoprire il metallo, con il fianco lacerato a vista; i ferri sono smaltati a mano. Chiodi, che è anche pugile, vive la fatica del lavoro manuale come una disciplina sportiva, e ad essa non si sottrae, ma dà vita a opere che di fatto negano la loro consistenza e pesantezza reale. Come se attuasse una riduzione degli accadimenti a schemi geometrici e ripetitivi, monocromi o bicolori (bianco/rosso), realizza opere fatte di equilibrio di volumi costruiti, che raggiungono una autonomia propria nei rapporti interni spazio-luce, e creano nuove sensazioni visive, quasi a dimostrare che “la pesantezza del mondo, e del lavoro, può essere sconfitta solo dal suo contrario”. Disciplina, reiterazione, un sapore freddo di industrial design, artigianalità (che di fatto lo colloca in una posizione antesignana del design), una protezione dell’opera data da un’impostazione severa, assistita da una rigorosa tridimensionalità tagliata a lama di coltello, “209949 ℮” è di fatto una mostra che asserisce e nega. Il peso, rivelato ma negato dalla qualità estetica delle opere, che attiva le qualità di leggerezza e sospensione; la “sicurezza” e la perfezione denunciata e garantita delle griglie geometriche, fianchi paralleli, tondi concentrici, ma negata dalla fragilità della tela stracciata; la eco della corrente del minimalismo, per la sua aderenza alla componente geometrica, materia volta ad evidenziare le strutture in senso insieme spaziale e temporale, eppure negata dal rapporto diretto artista-materia. E così ancora lo spazialismo, l’astrattismo, l’apparenza del prodotto industriale. L’opera di Riccardo Chiodi è innanzitutto un lungo lavoro di sottrazione di peso, sostenendo di fatto anche lui, come fece Calvino nella prima lezione americana, “le ragioni della leggerezza”: Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire.

Riccardo Chiodi

(L’Aquila, 7 dicembre 1973) Nel 2007 partecipa al Premio Nazionale di Arti Visive “Premiosinestesie” presso la galleria “Passatopresente” dell’Aquila e il MuMi (Museo Nazionale Michetti) di Francavilla al Mare, dove vince il primo premio sezione pittura con l’opera “NON torno subito”.
Continua la sua carriera artistica prendendo parte a numerose collettive, tra cui, nel 2009, “Art for L’Aquila – Fundraising Contemporary Art Auction & Exhibition” presso Italian Cultural Institute – London e presso la Scuola del Vetro Abate Zanetti – Murano – Venezia; fino ad arrivare (2015/16) alle esperienze vissute nell’ “Asilo occupato” dell’Aquila: “EXAGON”, “Still (LIFE)” e “Una mostra chiamata desiderio”. Vive e lavora a L’Aquila.

SCHEDA DELLA MOSTRA
Titolo mostra: 209949 ᶢ℮
Date: 22 aprile – 7 maggio 2017
Luogo mostra: Galleria 16 Civico, Strada Provinciale S. Silvestro n. 16, Pescara
Nome artista: Riccardo Chiodi
A cura di: Silvia Moretta e Piotr Hanzelewicz
Vernissage: sabato 22 aprile ore 18.30
Chiusura: domenica 7 maggio
Giorni e orari di apertura: tutti i giorni dalle 18 alle 21 previa prenotazione
Biglietti: ingresso libero

Informazioni:
Galleria 16 Civico
Pescara, strada provinciale San Silvestro, 16
3402537653
16civico@gmail.com
fb: 16 Civico0
Orari di visita: Tutti i giorni, su prenotazione, dalle 18 alle 21



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Data / Ora
22/04/2017 / 18:30 - 23:00

Luogo
Galleria 16 Civico