Slapstick Comedy di David McEnery

Il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia in collaborazione con l’Associazione Culturale Ponti x l’Arte presenta la mostra dedicata al fotografo David McEnery

L’arte della fotografia è davvero irresistibile, quando si traduce in un’umoristica “mise-en-scène”.
L’intrigante leggerezza delle immagini in bianco e nero e a colori di David McEnery (1936-2002), definito “il fotografo più divertente al mondo”, è un misto di “slapstick comedy” e di “sense of humour” tipicamente britannico.
Ogni singolo scatto – meditato, ragionato, oppure colto al volo, ma sempre e comunque con la luce giusta – è un colpo di fulmine dal fascino neorealista, una “gag” esplosiva, una scivolata sulla buccia di banana, un mosaico di linguaggi del corpo, gesti, morbide espressioni di volti in fiore, facce attempate, qualche ruga vissuta.

È un maestro di poesia, McEnery, quando ritrae la complicità di piccole creature, umane e animali, come la bimba addormentata sulla sdraio e il placido sonno del suo gattino, o il primo piano di un monello lentigginoso col criceto che si affaccia dal berretto. E sfodera autentici colpi di genio, quando pizzica l’insolito e il bizzarro della quotidianità raffigurando un truce culturista che lavora a maglia, l’amletico dilemma di un giocatore di football americano, uno scozzese in kilt che non sa quale toilette scegliere, un impiegato della finanza che dall’alto dei suoi calzini scompagnati legge come migliorare la memoria, due neonati in coabitazione col biberon… E così via, fra golfisti improvvisati e apocalittici integrati, pescatori sovrappeso e fachiri, incantatori di serpenti, suore, preti e sceicchi che giocano a Monopoly. Rimbalzando da un mondo all’altro, McEnery declina l’essere, il non essere e l’apparire di quell’imprevedibile commedia umana che è la vita. E non sfugge, all’occhio fotografico di questo reporter dell’ironia e dell’ottimismo, la surrealtà di certi suoi “still life”: una scopa sdentata parcheggiata fuori dallo studio dentistico, una bandiera giapponese fabbricata in America, tre bottiglie di latte in posizione yoga, il germogliare di parchimetri a primavera, il quadro kitsch di un canale di Venezia che trasuda acqua sulla parete di un museo. Sono talmente efficaci, nitide e persuasive queste situazioni sul filo del paradosso, da sembrare reali. Anzi, lo sono.

esposizione dal 3 al 30 settembre 2016

Orari di apertura: martedì-mercoledì-giovedì 9-12

Sabato e domenica: 16-19

Ingresso libero e gratuito



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Data e Ora
03/09/2016 / 17:00 - 19:00

Luogo
museo nazionale della Fotografia