The Collector Experiment

A lungo ho rifiutato l’idea di collezione. La parola stessa mi sembrava carica di pretenziosità, implicava l’esistenza di uno scopo preciso. Ma a me interessava scoprire dei tesori e, se possibile, portarli a casa. Come si fa con i fiori di campo, senza pensarci troppo, per la gioia degli occhi. Ma di fiore in fiore, di bouquet in bouquet, si comincia a studiare le piante, si diventa botanici. E qui comincia la grande avventura.
Dominique de Menil, collezionista
The Collector Experiment è un progetto di Guido Luciani che deve la sua genesi a People’s Chioce, lavoro del duo di artisti sovietici Komar & Melamid che tentarono di analizzare, e manipolare, il complesso funzionamento del sistema dell’arte negli anni ’90. People’s Choice era una dichiarazione d’intenti: dipingere a partire dalle preferenze del pubblico; era un tentativo irriverente di studiare l’opinione dei fruitori d’arte, tramite sondaggi ad ampio raggio, dapprima negli Stati Uniti, e poi all’interno di una selezione di quindici Paesi.
Guido Luciani, nel 2017, sonda, raccoglie e “colleziona” opinioni e desideri nell’ottica di creare la collezione delle collezioni, quella che tutti vorrebbero, o meglio il risultato della somma di ciò che tutti vorrebbero, il dato percentuale che determina l’arte più desiderata. L’idea è quella di realizzare il dipinto, la scultura/installazione, la fotografia ed il video che scaturiranno direttamente dalle risposte raccolte tramite un semplice sondaggio, punto di partenza e primo step di The Collector Experiment.
GALLLERIAPIÙ ospita questa fase iniziale: a partire da martedì 23 maggio 2017 in galleria sarà possibile partecipare in prima persona alla realizzazione del progetto completando il questionario realizzato da Guido Luciani.
L’elaborazione dei dati condurrà ad una coincidenza tra preferenze espresse ed oggetto del desiderio o alcune variabili impreviste ed imprevedibili s’insinueranno nell’indagine guidando l’esperimento verso mete inattese?

Guido Luciani (1984) è un giornalista prestato alle Arti Visive, che lavora principalmente con installazioni, video, pittura e progetti ad ampio raggio. Affascinato dalla Storia, dal Tempo e dalle “leggi” che ne regolano funzionamento e relazioni, la sua poetica oscilla tra conservazione, di matrice quasi archivistica, da un lato, e cancellazione, riscrittura, ribellione, dall’altro. L’idea di partenza è che solo l’Arte può ridisegnare il Tempo e la Storia già scritta, solo l’Arte può mettere in discussione concetti, conoscenze e dogmi imposti. E ogni mezzo è lecito. Il Tempo e la Storia possono essere riscritti. Possiamo dimenticare. O solo ricordare.

 



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Data / Ora
23/05/2017 / 14:30 - 19:30

Luogo
Gallleria Più