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Fausto Paci


1) Che cos’è l’arte? Un lavoro, oppure un hobby?

Un lavoro che la persona ha nel suo DNA, e che non tramonta mai, e incide il suo timbro sulla sua esistenza. Si pratica anche se, alle volte, non si concretizza un successo o un qualche segnale di interesse e, pur tuttavia, è fonte di personale soddisfazione.

2) Vissi d’arte o vissi d’amore?

L’arte e l’amore sono simbiotici e, quindi, inseparabili.

3) Si dice che sia un tipo strano: hai mai incontrato o conosciuto un’artista?

Ho conosciuto molti artisti. Tutti trasmettono un loro messaggio, alcuni con una soft timidezza, altri con invadente alterigia.

4) Si dice anche che sia un narcisista estremo. O un caratteriale disturbato?

Non li ritengo dei limiti, anzi sono il carburante che può produrre nuove, provocanti proposte che, in primis, possono sconcertare, ma poi, nel tempo, possono conquistare.

5) Perché acquistare un quadro, un’opera d’arte?

Un visitatore della mia collezione si è complimentato dicendomi: “Lei ha creato e gode, con il suo gusto e le sue scelte, un mondo che non si consuma”. Aggiungo ancora che due, particolarmente avvertiti e competenti, visitatori hanno scritto le seguenti frasi:

Prof. Filiberto Menna “L’artista, il critico, il collezionista, tre momenti della creatività”.

Piero Cavellini ha aggiunto “Anche alcuni galleristi sono creativi”.

Non nascondo la mia soddisfazione per queste gratificanti affermazioni.

6) In che misura è “ricco” un artista (contemporaneo)?

Negli artisti contemporanei, ma anche di tutti i tempi, la vera ricchezza è nell’essere soddisfatto, a piè d’opera, del proprio lavoro a prescindere dall’accoglienza che, pur augurandosi che ci sia, non deve però condizionarlo ad una ripetitività e tautologie pericolose.

7) Parlando di libertà, sei tentato a immaginare l’artista come un soggetto anarchico o vincolato dal sistema?

Preferisco l’artista soggetto anarchico che tenti di aprire nuovi orizzonti, a quello che si mette in poltrona e infila le pantofole nel gran salone delle comodità narcotizzanti del sistema.

8) Quali sono le esigenze di un’artista? Materiali o solo estetiche?

I valori del bello, ma anche del vero, ma anche dell’inconscio ispirano l’artista. È un vulnus all’artista quando solo prevalessero le esigenze materiali.

9) Artisti o artiste, a chi daresti lo scettro?

Salomonicamente lo scettro va a tutti e due i generi. L’importante è che ci sia nel rovello creativo il rischio dell’originalità.

Porto S. Giorgio 20/06/2018

Cara Rita,

tenterò di rispondere al tuo questionario.

Nei nostri incontri abbiamo sempre parlato dell’arte in generale, esprimendo considerazioni sull’argomento. Queste ulteriori domande che rivolgi ad artisti, poeti, critici, intellettuali ed anche a me, come collezionista, ci invitano a percorrere, insieme a te, al ritmo del tuo instancabile dinamismo, l’itinerario cogente per tutti quelli che, volontariamente, vivono nel perimetro magico del mondo artistico. 

Come tu sai, io sono un appassionato collezionista alquanto periferico, ed il mio contributo è quello di uno che sente, apprezza e stima gli artisti cercando di penetrare nelle loro poetiche.

Ma torno alle domande…