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I hope I die before I get old

Dario MolinaroPeriodicamente, la tendenza ad una sorta di auto-analisi generazionale torna a farsi strada, così nel 1965 i The Who pubblicavano il loro singolo più famoso, My generation. Il chitarrista della band, Pete Townshend, alla fine degli anni ‘50 frequentava la Ealing Art College di Londra, dove insegnava Gustav Metzger, che nel ‘59 pubblicava il Primo Manifesto dell’Arte autodistruttiva. Secondo Metzger, l’opera d’arte doveva avere vita brevissima, da qualche secondo a un massimo di una ventina d’anni, un’esistenza al termine della quale avrebbe dovuto essere rimossa e gettata tra i rottami. Il giovane Townshend fu molto colpito da quest’idea, infatti proprio in My generation, un verso recita “I hope I die before I get old” (Spero di morire prima di diventare vecchio), che diventa ora il nome di un’esposizione collettiva che inaugurerà il 17 Luglio alle 19:00, alla Masseria Sant’Agapito a Lucera (FG). La mostra, curata da Annalisa Mentana, riunisce sei artisti under 30, quindi nati negli anni ’80, l’ultima generazione ad aver visto in piedi il Muro di Berlino e, probabilmente, anche l’ultima ad aver costruito “muri” col lego colorato, chiamati a confrontarsi con questa suggestione. La risposta arriva chiara e forte, con la loro arte Pierpaolo Febbospesso nervosa, veloce, a tinte forti, punk, aggiungendo spesso parole alle immagini, a voler ribadire una volta ancora con la sovrabbondanza di contenuto, che “l’immagine” non è tutto.

Gli artisti in mostra sono Elbluo, Pierpaolo Febbo, Laura Lamoratta, Dario Molinaro, Cosimo Piediscalzi e Raffaele Siniscalco. La data conclusiva è fissata per il 6 Settembre.

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