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I MITICI ANNI ’60

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Dalla critica politica all’analisi sociale, dalla Pop art di Paolo Baratella alla poetica romantica di Felice Canonico ed il Nouveau Realisme di Fernando De Filippi, dall’astrattismo lirico-strutturale di Galliano Mazzon alla polemica verso il consumismo di Edoardo Franceschini e alle polivolumetrie di Toni Fulgenzi. La mostra I MITICI ANNI ’60, che apre il 15 Maggio alla Galleria d’Arte Due Bi di Bergamo, è un omaggio ad alcuni di quegli artisti italiani che nel corso degli anni ’60 hanno saputo dare alla pittura una nuova linea, diversa e originale, ognuno con la propria individualità e modernità. Uno sguardo, soprattutto, alle nuove generazioni di quegli anni che cercavano di creare un varco in cui proporre nuove idee.

Gli anni ’60 rappresentano un periodo storico molto significativo, durante il quale certe vicende hanno influito in modo radicale sulla vita sociale e culturale in Italia. Un periodo di trasformazione anche nel mondo dell’arte con l’esaltazione della funzione di artista o la contemporanea logica di sparizione dell’artista stesso in favore di un gruppo, la presenza dell’oggetti nel quotidiano, la crisi del concetto di Arte, l’abolizione di ogni confine tra oggetto e oggetto d’arte, la sperimentazione di nuovi materiali. Comune a tutti gli artisti presenti, Paolo Baratella, Giancarlo Bargoni, Vittorio Bellini, Felice Canonico, Fernando De Filippi, Edoardo Franceschini, Toni Fulgenzi, Galliano Mazzon, Elio Mariani, Romano Notari, Enrico Prometti, Giorgio Ramella, Vincenzo Satta, Gianni Secomandi, Ugo Sissa e Renato Volpini,  è un nuovo atteggiamento nei confronti del mondo dell’arte e della sua immagine all’’interno della società, utilizzando diversi linguaggi artistici come mezzo di comunicazione.

Rappresentare un decennio di storia dell’arte non sarebbe possibile, ma attraverso la trentina di opere esposte,ci si può immergere ancora una volta in un’atmosfera affascinante ed evocativa, in un mondo di avanguardie, le cosiddette neoavanguardie, così lontane da quelle di oggi, ma in fondo non poi così diverse. La mostra sarà aperta fino al 27 Giugno.

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