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IN/ACTION – Noia e tecnologia

Si è inaugurata l’8 Novembre e resterà aperta fino al 9 Dicembre IN/ACTION. Contro lo scacciatempo, la noia, una mostra interessantissima negli spazi strepitosi del Museo Santa Maria la Scala, a Siena.

Curata da una generazione di giovani brillanti, Lisa Andreani, Matteo Binci, Gloria Nossa e Milena Zanetti, l’esposizione presenta opere di artisti di diverse generazioni, alcuni giovani, altri ‘mostri sacri’ scomparsi e tuttavia sempre vivi e attuali nella ricerca dell’arte. Le opere in mostra sono di: Benni Bosetto | Matteo Cremonesi | Aideen Doran | Mauro Folci | Dario Maglionico | Rustan Söderling | George Brecht | John Cage | Dick Higgins | Jackson Mac Low | La Monte Young | Nam June Paik, con una Project Room a cura di Michela Eremita.

Questo insieme eterogeneo di artisti, trova la sua ragione nella sfida di materializzare, visualizzare, mostrare il rapporto noia-tecnologia, noia-vita contemporanea, un tema baudrillardiano, allo stesso tempo sottile e clamoroso. Il senso di estraneità fisica che a volte ci prende davanti ai media, che una volta si chiamava direttamente ‘alienazione’, oggi finisce per comporre degli scenari allo stesso tempo promettenti e inquietanti. La mostra è il frutto della call Just Image a cura di Michela Eremita e di due workshop (con Elio Grazioli e Maurizio Guerri) dedicati a collettivi, artisti e curatori. La mostra è l’attuazione della selezione del 2017 e rientra nel programma Toscanaincontemporanea2018 della Regione Toscana. La mostra è stata la risposta curatoriale al tema: Usiamo ancora i microscopi come clave. I media tra esaurimento e chance estetica, proposto nel workshop tenuto nel mese di novembre 2017 da Maurizio Guerri, docente di Storia Contemporanea e Comunicazione Sociale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano. 

Gli incontri di Just Image sono stati finalizzati alla creazione di pratiche espositive inedite da presentare nella Project Room. 

Il titolo del workshop Perché utilizziamo i microscopi come clave è una citazione dal film Sacrificio di Tarkovskij, nella quale il personaggio allude a un nostro utilizzo costrittivo e distruttivo dei media e, più in generale, dei dispositivi tecnologici, protesi e presenze invadenti a nelle nostre vite. 

In questa mostra il flusso ininterrotto di Fluxus straripa e le opere di sei artisti viventi, producono una piattaforma visiva di indagine critica molto acuta sulla noia e le sue relazioni con la tecnologia.

Aideen Doran nel video Oblomov’s Dream presenta la noia come forma di resistenza alla performatività lavorativa. Inazione anche nell’installazione Gli imbambolati di Benni Bosetto. Il bollettino periodico No.9 delle Something Else Newsletters di Dick Higgins offre una riflessione su “Noia e Pericolo” a partire dalla musica di Erik Satie  considerando le opere di artisti Fluxus. Lo spartito dell’opera musicale 4’33” di John Cage invita il musicista a sospendere l’esecuzione per quattro minuti e trentatré secondi, facendo tuttavia riconfigurare il silenzio nel suo esatto opposto: il suono. L’opera viene celebrata nel video di Nam June Paik A tribute to John Cage attraverso la rimessa in scena di 4’33” in diversi luoghi di Manhattan. Il percorso continua nel dittico di Matteo Cremonesi Untitled parte della sua ricerca fotografica dedita a cogliere una sorta di esaurimento o noia dello sguardo sul mondo delle cose inanimate. Dario Maglionico registra nei suoi dipinti Reification situazioni domestiche in cui l’intimità dei protagonisti sembra confrontarsi continuamente con dispositivi tecnologici in una temporalità sospesa. Rustan Söderling presenta nel video Fire Gazing la dimensione mitica e spirituale della tecnologia mentre il libro d’artista An Anthology of Chance Operations, edito da La Monte Young e co-pubblicato da Jackson Mac Low, raccoglie al suo interno una serie di opere tra le quali la Compositions 1960 #7 del suo stesso editore, pensata per essere suonata simultaneamente da più strumenti possibili e con la minima variazione. Water Yam di George Brecht è un fluxbox, contenitore di indicazioni per azioni che lasciano spazio alla chance e all’indeterminazione. Chiude il video Noia di Mauro Folci dove la tensione della scena è determinata dalla sospensione della distinzione tra uomo e animale (leone) seduti allo stesso tavolo.

La mostra IN/ACTION. Contro lo scacciatempo, la noia rappresenta per Lisa Andreani, Matteo Binci, Gloria Nossa e Milena Zanetti un primo e promettente esperimento di curatela congiunta, un esempio di cooperazione e appoggio mutuo in uno scenario, quello della giovane critica, spesso inquinato dalla competitività.