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La ricerca di purezza di Iginio Iurilli

La ricerca di purezza in un mondo confuso e distratto da “troppi rumori” è la suggestione pulsante che più trasmette la mostra romana di Iginio Iurilli, artista pugliese, presso la nuova galleria Bianco Contemporaneo di Rossella Alessandrucci, nel quartiere romano Coppede’. Accompagnata da un testo critico di Lorenzo Canova, la mostra offre una meditata selezione dei più importanti lavori dell’artista, e vuole evocare le atmosfere di una sua recente installazione al Museo Pino Pascali di Polignano. A ben vedere si tratta di un vero e proprio percorso emotivo e spirituale che si affida ai sensi più profondi e all’emozionalità monocroma e trascendente del bianco, per precipitare lo spettatore nella dimensione della purezza assoluta.

Quella di Iurilli è un’avventura artistica che sempre si è mossa tra le maglie della sua identità mediterranea sempre rivendicata, e una classicità di aspirazione aurea come reazione al disordine a ai rumori di fondo di una contemporaneità confusa che ha smarito riferimenti, direzione, maestri. Il sentimento mediterraneo di Iurilli invita lo spettatore non a guardare, ma a immergersi, tuffarsi nelle opere, nella visione monocroma e dunque nell’assoluto per galleggiare nei colori, in una sospesa visione della luce e negli spazi liquidi delle forme sinuose, pure, eterne.

Il bianco è valore assoluto, spazio stesso del pensiero. Il bianco Iurilli è presente ovunque, palpita nell’aria, avvolge e sostanzia la proposta. È la stessa materia di cui sono fatti i sogni, è un deposito calcareo sedimentato sulla superficie dell’esistenza; è sospeso sulla carta increspata, sul quarzo brillante delle ceramiche e nella polvere di marmo, lo si riconosce tra i pigmenti colorati, è nell’aura che avvolge ogni opera del maestro pugliese. E là dove il bianco viene a mancare allora la forma si incarica di richiamare al candore con la semplicità delle architetture naturali, nell’intenzione evidente di togliere, di levare più che di aggiungere, di rispettare più che di inventare.

Tra caligine e lampi di luce, la tavolozza semantica di Iurilli si dipana tra ambiente natura e cultura, tra memoria, gioco e sentimento. Il rumore non è contemplato. Opere silenziose e sospese nel tempo coinvolgono i sensi più profondi, rimandano a profumi vegetali e naturali, abbagliano la vista, attraggono il tatto. Il lavoro dell’artista è molto più complesso di come appare, si spinge Oltre, oltre la forma, oltre la coltre di confusione, oltre il bianco. Una complessità raccontata anche da tre docufilm e videoritratti allestiti nella galleria romana che raccontano con altri sguardi la ricerca coerente e inesauribile di questo Maestro tenace: Alessandro Piva con “Iurilli 1192” entra nel vissuto e nel processo creativo dell’artista, Ignazio Fabio Mazzola con “iii i i i”, ne restituisce un ritratto concettuale e Massimo Ruggiero in  “From the Heart” attraverso l’interazione tra la musica e l’arte di Iurilli, annuncia la prossima quinta edizione del festival pugliese Contempo ideato e curato da Valentina Iacovelli.

Oltre il Bianco. Personale di Iginio Iurilli
23 Gennaio – 15 Marzo 2019
testo critico di Lorenzo Canova
Bianco Contemporaneo ROMA
via Reno 18/a
info@biancocontemporaneo.it