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L’avventura de L’Attico alla galleria Nazionale di Roma

Va in scena alla Galleria Nazionale un significativo pezzo della storia artistica romana e italiana che ha segnato le vicende del Contemporaneo. Si celebra infatti un compleanno/anniversario che racconta a sessant’anni dalla fondazione la singolare avventura artistica de L’Attico, storica galleria romana di Piazza di Spagna che fu teatro di passaggi artistici epocali. Curata e allestita da Fabio Sargentini la mostra Scorribanda ricalca il clima che caratterizzò gli anni di sperimentazione dell’Attico e dello stesso Sargentini, prima in sinergia con il padre Bruno, poi da solo, ma sostenuto dalla complicità degli artisti e dal suo stesso carattere rivoluzionario e mai domo. Avventurandosi tra la folla dell’inaugurazione questo clima è davvero palpabile, per allestimento, opere e perfino nel titolo: Scorribanda è, come racconta Fabio Sargentini, l’appellativo che più rispecchia lo spirito piratesco, corsaro e avventuroso di quegli anni e delle scelte espositive compiute allora, ancora oggi memorabili. Dalle mostre sperimentali di Pascali, Kounellis, Pistoletto, Mattiacci alla trasformazione dello spazio di piazza di Spagna in una palestra di ginnastica (mentale), passando per la provocatoria e poetica esposizione dei cavalli vivi di Kounellis nel garage di via Beccaria che chiuderà poi nel 1976 inondato da 50.000 litri di acqua per offrirne al pubblico una ultima e felice visione come “lago incantato”. Intanto, nel 1972 Sargentini dava vita allo spazio in via del Paradiso, tra sontuosi soffitti affrescati, porte dorate e pavimenti marmorei. Da questo nuova nave corsara Sargentini lanciò nel 1983 alcuni artisti che avevano eletto a domicilio artistico il quartiere romano di San Lorenzo: Nunzio, Tirelli, Pizzi Cannella, Limoni, Luzzi, Palmieri, una generazione destinata a segnare nuovi percorsi e nuove direzioni. L’allestimento di Scorribanda si propone come racconto ininterrotto, un’incursione visiva continuata e immersiva che con la disposizione anche irrituale delle opere “a nastro sequenziale” lungo le pareti della grande sala centrale della Galleria Nazionale, di fatto “abbraccia” e circonda il pubblico che si ritrova come al centro di una grande e totale installazione avvolgente. La mostra è anche l’occasione ufficiale nella quale Sargentini dona alla Galleria Nazionale il prezioso archivio dell’Attico, aggiungendo così un tassello importante al patrimonio della Gnam, che è stata per l’arte d’avanguardia un punto saldo negli anni della direzione di Palma Bucarelli. Oggi, Cristiana Collu afferma e conferma la volontà di raccogliere quell’eredità e proiettarla nel futuro che ci attende.