home Notiziario L’idealista e il branco: Victor in una installazione di Dunia Mauro

L’idealista e il branco: Victor in una installazione di Dunia Mauro

È un apologo che arriva da lontano quello che Dunia Mauro mette in scena per la sua installazione alla Sweet Home Gallery di Roma.
È la storia del diverso, del solitario, dell’outsider dalla indole troppo destabilizzante per la massa che ne farà un capro espiatorio senza alcuna prova.
Con Victor la galleria “domestica” di Luca Guatelli (un vincente format di abitazioni private che si aprono alla sperimentazione artistica, sempre più in crescita nel tessuto espositivo romano) si anima di animali di plastica che nell’allestimento di Dunia Mauro, popolano un video, fotografie e una installazione di terra e sassolini che ricreano l’habitat del protagonista, un mondo nel quale Victor riesce persino a sentire l’eco dei suoi pensieri.
Victor è un caprone che pensa, che ricerca in modo solitario il senso profondo nelle cose, che si specchia nei grandi interrogativi esistenziali e che si isola ignaro delle regole del branco. Una serie di still fotografici raccontano come in una backstory il mondo del caprone bianco.  Ma è nel video che si sviluppa la storia e il dramma che ruota intorno ad un furto: qualcuno ha rubato le stelle dal cielo e c’è chi dice di aver visto una sagoma bianca nell’oscurità. I sospetti convergono sul Victor. Cinque ovini si radunano e lo condannano senza alcuna prova. La pecora bianca è colei che inizia la storia e il pettegolezzo, il montone persevera nell’accusa. Nel gruppo c’è la capretta rossa, l’ingenuità, un altro montone che non parla mai e infine la pecora nera, la voce fuori dal coro, colei che pensa per sé, chiede le prove e cerca di vedere le cose per quello che sono. Ma poi arriva il serpente, simbolo di conoscenza, deputato per questo a insinuare il dubbio e ad essere creduto. Compie la sua manipolazione e si sposta a fare altrettanto nel gruppo dei cavalli. Ogni personaggio nel video di Dunia Mauro ha una propria precisa personalità e un ruolo strategico finalizzato alla condanna di Victor.
Francesco Castellani scrive nel testo critico che accompagnala mostra:
“Apologo metaforico, il video di Dunia Mauro mette in scena il dramma del dilagare contemporaneo dell’Irrazionale: Victor, è il capro espiatorio necessario, è il pharmakos, il “maledetto” che accentra su di sé le pulsioni distruttive della società, nelle quali paure e frustrazioni, invidie, ignoranze e inadeguatezze si fondono con esiti violenti. Victor è il diverso da Noi che turba e destabilizza, è l’emigrante rifiutato, è il vicino che non tolleriamo, è l’inatteso arrivato a rompere gli equilibri, è ciò che non sappiamo comprendere. È la purezza e l’ingenuità. È la parte fragile e scoperta dell’umanità, quella più preziosa e più esposta al saccheggio”.
Dunia Mauro utilizza Orwellianamente personaggi animali di plastica colorata in una modalità tutta personale per produrre episodi basati su una ri/trasposizione astratta e filosofica di temi esistenziali profondi: la vita, la morte, il destino, il senso delle cose. In Victor, come nei precedenti video tutto il regno animale entra nel gioco metaforico dell’artista per sostituirsi a noi, per raccontare aspetti dell’umanità, positivi e negativi, in un dichiarato sistema di allusioni, per mostrarci quel che siamo utilizzando l’arma della distanza ironica, della sospensione e dilatazione del tempo e dello spazio, spiazzando i riferimenti consueti.
Questa di Victor è una storia di sogni traditi da un ragionamento ingannevole. E’ la storia di un’Idealista tradito da una Ragione fallace. Non c’è un lieto fine, l’artista lo nega e costringe a riflettere su dei quesiti fondamentali: nel momento in cui sacrifichiamo Victor, cosa ci rimane? Nel momento in cui sacrifichiamo la nostra anima, cosa rimane?

 

VICTOR
di Dunia Mauro
a cura di Francesco Castellani
fino 30 gennaio 2018
Sweet Home Gallery
Via Teodoro Monticelli 5 | Roma
Visite su appuntamento: +39 3333262940