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Maria Grazia Calandrone

1)

Ammazzare il tempo: con quali armi?

Vorrei che il tempo non morisse mai, che certi momenti stessero fermi nella memoria come stanze alle quali accedere quando se ne ha desiderio o bisogno. Invece il tempo esiste, e cancella, anche quello che si credeva incancellabile, nel bene e nel male, per fortuna e per disgrazia. Dunque il tempo è il vincitore finale.

2)

“Da qui all’eternità”: è un lungo viaggio, in quale stazione fermarsi?

Non conviene fermarsi. Ma conviene considerare eterno il nostro presente. Fare. La sola stazione nella quale ogni tanto prendere ristoro è la bellezza, intesa nel senso più ampio possibile.

3)

Scrive Montale: “…..L’attesa è lunga, il mio sogno di te non è finito”. Ma i sogni finiscono? O si interrompono?

I sogni finiscono solo se siamo stati malamente delusi. Altrimenti, hanno la capacità di rigenerarsi, di rinascere dalle proprie ceneri come piccole, invisibili Fenici. Dunque, se proprio non possono farne a meno, s’interrompono.

4)

“Sarei inarrestabile se solo riuscissi a incominciare”: quali pronostici per il “quando”?

Personalmente, non ho avere ancora incominciato davvero, ma il motore è rodato, il “quando” è quasi adesso.

5)

ieri, oggi, domani: un labirinto dove perdersi o ritrovarsi?

Credo solo al presente, è una conquista che si fa da adulti. Prima si è talmente proiettati al futuro che si perde il brillare dell’istante. Poi si capisce che gli istanti sono ciascuno in sé prezioso e allora si sta in bilico, felicemente, sul loro susseguirsi. 

6)

Che cosa fischietti a tempo perso?

Proprio stamattina la Primavera di Vivaldi.

7)

Un giornalista ha chiesto in una intervista a John Lennon: prevedi un tempo in cui andrai in pensione? Le leggende non vanno mai in pensione, o no?

Dovrebbero andare in pensione da sé stesse, visto che formano da sole un mestiere e uno stile, cioè un’idea di mondo. E questo è sfortunatamente impossibile.

8)

Ogni “sabato del villaggio” allude a delle aspettative: quali sono le tue, quelle che reputi migliori?

Vedere un mondo dove le persone almeno si impegnino, per accorgersi che gli altri esistono.

9)

Nell’Eclipse, dei Pink Floyd, il testo “it’s all dark” non prevede l’attesa di un’alba, di un lato illuminato della luna. E’ solo un’illusione?

Se non esistesse la luce non potrebbe esistere neanche il pensiero del buio, dunque il tuttobuio è letteralmente e filosoficamente non pensabile.

Maria Grazia Calandrone