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Da Nord a Sud le mostre imperdibili da visitare a Natale

Quali mostre visitare durante le feste natalizie? Da nord a sud le proposte nelle grandi città  delle grandi istituzioni pubbliche e private sono molte ma ecco quali, a nostro parere, sono quelle assolutamente da non perdere.

Cominciamo dalla magica Torino. Per chi non avesse avuto modo di vedere queste esposizioni durante la scorsa edizione di Artissima, vale la pena una visita alle OGR Officine Grandi Riparazioni, sia per scoprire lo spazio, uno straordinario recupero di architettura industriale di fine ‘800, sia per la colossale mostra Come una falena alla fiamma che raccoglie in uno scenografico e spettacolare allestimento, le collezioni fra arte antica e contemporanea provenienti dalla CRT e dalla Fondazione Sandretto, dal Museo Egizio, da Palazzo Madama, dal MAO – Museo d’Arte Orientale, dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e dal Castello di Rivoli. E proprio qui, al Castello di Rivoli non si può assolutamente saltare la grande retrospettiva dedicata a Gilberto Zorio, il grande maestro dell’Arte Povera, non solo perché la mostra è veramente molto bella ma anche perché ripercorrendo tutta la carriera dell’artista si può comprendere il senso più profondo del suo “poverismo”. Ma Torino offre anche altro. Segnaliamo Miró! Sogno e Colore a Palazzo Chiablese dove sono esposte oltre 130 opere risalenti al periodo tardo dell’artista catalano con pitture quadridimensionali, scenografie e grandi sculture e, per gli amanti della Belle Époque, la spettacolare mostra sull’arte di Giovanni Boldini cui si contrappone quella dedicata all’iconica figura di Lady Diana. Uno spirito libero che permette anche di inoltrarsi nella più recente storia contemporanea, entrambe a La Venaria Reale.

Ci spostiamo a Milano. A Palazzo Reale sono due le mostre imperdibili: TOULOUSE-LAUTREC. Il mondo fuggevole offre uno spaccato ben organizzato per sezioni tematiche sull’opera del grande maestro dell’affiche, capace di chiarire la sua controversa biografia e passioni e ossessioni sullo scintillante ma anche malinconico mondo dello spettacolo di fine Ottocento. A pochi metri Dentro Caravaggio: 20 capolavori riuniti insieme qui per la prima volta, conducono lo spettatore in un affascinante viaggio attraverso luci e ombre del Naturalismo del Seicento. All’Hangar Bicocca sorprende e stupisce un inaspettato Lucio Fontana con Ambienti/Environments, dove per la prima volta sono esposti nove ambienti spaziali e due interventi ambientali, mentre alla Triennale di Milano, nel contesto delle mostre organizzate in tutto il mondo dedicate ad Ettore Sottsass è imperdibile There is a Planet la monografica a lui dedicata che restituisce nella sua interezza la poliedrica attività del grande maestro fra architettura, disegno, design, fotografia, pittura, oggetti, mobili, sculture, vetri, ceramiche, attività editoriale e scritti. Infine, vale la pena prenotarsi per l’esperienza che propone la Fondazione Prada con CARNE y ARENA (Virtually Present, Physically Invisible), un’installazione di realtà virtuale concepita da Alejandro G. Iñárritu, prodotta da Legendary Entertainment e dalla stessa Fondazione Prada fino al 15 gennaio 2018.

Restando a nord si segnala la mostra dedicata a Carlo Alfano. Soggetto Spazio Soggetto al Mart di Rovereto, prima grande retrospettiva prodotta da un’istituzione che esplora l’opera dell’artista che ha segnato gli sviluppi delle ricerche concettuali italiane e la rassegna Il mio corpo nel tempo. Lüthi, Ontani, Opalka alla Galleria d’Arte Moderna A. Forti – Palazzo della Ragione Cortile Mercato Vecchio, Verona che attraverso l’opera di tre artisti dagli esiti estetici completamente differenti fra loro, testimonia il passare del tempo attraverso la messa in scena del proprio corpo come documento vivente. Scendendo in Emilia-Romagna, a Bologna al MAMbo incontriamo la mostra dedica a Roberto Daolio, il critico scomparso prematuramente nel 2013. ROBERTO DAOLIO. Vita e incontri di un critico d’arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale, allestita nella “Project Room” raccoglie un centinaio di pezzi tra opere d’arte e prodotti editoriali, mai pensati prima per l’allestimento di una mostra dal loro proprietario e qui selezionati con l’intento di delineare momenti precisi della sua attività di critico e curatore. Vale la pena, infine, una visita alla mostra XI Comandamento: non dimenticare di Mustafa Sabbagh ai Musei San Domenico di Forlì, spaccato che prende forma su una riflessione che è insieme confessione dell’uomo, e anelito dell’artista.

Attraversiamo l’Appennino con tappa obbligata Firenze. Ha fatto molto discutere, ma anche solo per curiosità merita di essere vista, la grande scultura di 12 metri in Piazza della Signoria dello svizzero Urs Fischer in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e di infantile, di totemico e di architettonico, mentre sull’Arengario di Palazzo Vecchio s’incontrano la riproduzione del David e quella di Giuditta e Oloferne trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra. Firenze, tuttavia, offre anche Made in New York: Keith Haring. L’origine della street art a Palazzo Medici Riccardi per gli amanti dell’arte di strada.

A Lucca alla Fondazione Ragghianti non bisogna perdere Mario Nigro. Gli spazi del colore. La mostra organizzata nel centenario della nascita dell’artista ripercorrere l’intero percorso creativo dell’artista attraverso i suoi capolavori e principali momenti di svolta, presentati in dialogo con autori del contesto internazionale quali Max Bill, François Morellet, Heinz Mack, Sol LeWitt, Roman Opalka, Fred Sandback e Niele Toroni.

Arriviamo a Roma. Al Maxxi fa sognare e riflettere Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein una mostra che racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico, ma anche Home Beiurut. Sounding the Neighbors nuovo capitolo della serie Interactions across the Mediterranean dedicata al rapporto tra Europa e Medioriente.

Oramai a sud, la Reggia di Caserta è sosta obbligata per l’antologica Pittura oltre la Pittura dedicata a Tino Stefanoni, artista recentemente scomparso lo scorso 2 dicembre, la cui mostre ripercorre tutta la sua carriera dalle opere degli anni Settanta ad oggi.

Scendendo a Napoli al MADRE c’è Pompei@Madre materia archeologica un progetto intelligente che si basa su un rigoroso programma di ricerca risultante dall’inedita collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei, uno dei più importanti siti archeologici al mondo, e il Madre, museo regionale campano d’arte contemporanea. Un progetto che prosegue concettualmente nella mostra Carta Bianca al Museo Capodimonte e che vede protagonisti dieci personalità del mondo della cultura, invitati a interpretare liberamente un’opera a testa selezionate fra quelle conservate nei depositi di Capodimonte. Infine al Pan Palazzo delle Arti di Napoli merita di essere vista Genesi, la mostra fotografica di Sebastião Salgado, ultimo grande lavoro del più importante fotografo documentario del nostro tempo. Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.

Buon Natale e buone mostre dalla Redazione di Segno