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Nove domande ai critici | Gloria Gradassi

Per fortuna ci sono gli artisti: condividi, e in che misura, questa intonazione o inno che dir si voglia?
Si e no, perché ci sono artisti e artisti. Difficile è dire quale sia l’arte oggi, se debba seguire il flusso della realtà o contrapporre ad essa una visione più alta e universale, le declinazioni possibili sono molte….direi comunque in definitiva, si …… per fortuna, perché l’arte sa mettere in moto processi di analisi o per la sua qualità meravigliosa di essere testimone di un assoluto, ma un “per fortuna” non a tutti i costi, anche per liberarsi di una sovrapproduzione pseudo-artistica che a dire il vero a volte stanca!

Considerando la “liquidità” della nostra epoca, quali sono, se ci sono, i limiti del soggetto artista?
La liquidità della nostra epoca si configura anche come una forma di bulimia nei confronti di ciò che viene consumato, divorato in fretta e poi rifiutato. Credo che per la maggior parte degli artisti cavalcare quest’onda sia piuttosto rischioso, rischioso per la loro arte…
La spettacolarizzazione dell’arte è stata credo la risposta di molti artisti, una sorta di urlo lancinante che, convogliando tutte le energie nella sosrpresa, finisce col depotenziare spesso le motivazioni delle opere trasformate in fenomeni da baraccone.

Qual è il tuo filo diretto con l’artista, il suo mondo, la sua vita privata? Ti sei mai innamorato di un artista?
Potrei scrivere un romanzo….

“Eppur mi son scordato di te”, cantava Lucio Battisti, o un’amnesia momentanea: chi ne ha fatto le spese quel giorno?
Viviamo comunque il nostro tempo, nel bene e nel male, e forse l’amnesia è generale!

em>22 lezioni di vita imparate leggendo Harry Potter, o è sempre meglio il nostro Pinocchio? Chi è il Geppetto dell’arte?
Harry Potter è così ridondante da farti perdere il segno! Preferisco il vecchio Pinocchio, sicuramente più asciutto ed incisivo.
Geppetto nell’arte? … si esprime in un gesto d’amore e di speranza, crea attraverso la propria fede e l’immaginazione qualcosa che prende vita e si lancia oltre le sue previsioni… è una visione romantica…direi l’artista!

Qual è il difetto migliore nell’artista di successo?
Davanti ad un successo lampante il narcisismo puo’ essere un complemento prevedibile

A chi “l’uomo del Monte” dice si? A chi dice no?
Alla persona giusta nel momento e nel luogo giusto.

“Alla mediocrità chi ci pensa?”, si domandava Carmelo Bene …
Non dovrebbe essere una preoccupazione dell’artista, l’artista non è un mestiere….non per niente Carmelo Bene la associava allo Stato inteso come pratica di governo, e il Governo, specie il nostro, pensa molto poco agli artisti. Evidentemente il Governo riconosce a questa figura l’essere fuori dalla mediocrità…sarà vero?

Predicare bene e razzolare meglio …un trend?
Si, ma non basta…potrebbe essere controproducente… ATTENZIONE!