home Interviste Nove domande ai critici | Luca Panaro

Nove domande ai critici | Luca Panaro

Per fortuna ci sono gli artisti: condividi, e in che misura, questa intonazione o inno che dir si voglia?
Da scolpire nel marmo.

Considerando la “liquidità” della nostra epoca, quali sono, se ci sono, i limiti del soggetto artista?
Penso a un otto rovesciato.

Qual è il tuo filo diretto con l’artista, il suo mondo, la sua vita privata? Ti sei mai innamorato di un artista?
Sono costantemente in contatto.
Provo per alcuni artisti una forma d’amore sublimata dalla dimensione passionale.

“Eppur mi son scordato di te”, cantava Lucio Battisti, o un’amnesia momentanea: chi ne ha fatto le spese quel giorno?

Oggi non si dimentica, si omette.
“Ma che disperazione, nasce da una distrazione, era un gioco, non era un fuoco…”

22 lezioni di vita imparate leggendo Harry Potter, o è sempre meglio il nostro Pinocchio? Chi è il Geppetto dell’arte?

Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene.
Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.

Qual è il difetto migliore nell’artista di successo?
Fare rima con eccesso.

A chi “l’uomo del Monte” dice si? A chi dice no?
Il Re delle banane, nel suo inconfondibile abito bianco coloniale, promuove solo i suoi frutti.

“Alla mediocrità chi ci pensa?”, si domandava Carmelo Bene…
La mediocrità logora chi ce l’ha.

Predicare bene e razzolare meglio… un trend?
Predica bene chi vive bene.