home Recensioni Progetto Monte perdido 60 bis. Occupare ogni spazio occupabile

Progetto Monte perdido 60 bis. Occupare ogni spazio occupabile

Si è aperta il 23 marzo e per un solo week end presso ABM confecciones [calle Encarnación Gonzales, 8, Vallecas-Madrid] una interessantissima mostra coordinata da Luis Navarro.

Luis è una rara forma di artista e filosofo, simile ad un filosofo cinico, conosce bene la strada e la vita Lumpen mentre è noto soprattutto per i suoi scritti sull’arte, le sue traduzioni sul Situazionismo e per le sue collaborazioni con Santiago Sierra. Luis Navarro è stato coordinatore del progetto editoriale di Gray Literature, traduttore dei testi dell’Internazionale Situazionista, fondatore del collettivo di azioni estetiche “Industrias Mikuerpo” e ideatore di vari progetti, come l’Archivio Situazionista spagnolo. Ha collaborato alle pubblicazioni di Arcipelago, El Viejo Topo, Salamandra e Lateral, a cataloghi (dal mono Azul, al cuello blanco, fino a Desacuerdos) e libri collettivi (derive estetiche, attorno a Marx, Nietzsche e Freud, l’esperienza poetica come critico del miserabilismo). Faceva parte del gruppo di critiche sociali “Maldeojo”, uno sforzo effimero per aggiornare la critica Situazionista ai tempi attuali.

Ma, in cosa consiste Monte Perdido 60 bis? È la narrazione a 360 gradi dell’occupazione di un appartamento da parte della PAH-Plataforma Afectados por la Hipoteca, nel quartiere periferico di Vallecas-Madrid, in via, appunto, Monte Perdido 60 bis.

La mostra è costituita da una stratificazione di letture legate a questa occupazione; documenti e frammenti visuali, accompagnati da una ricca letteratura Situazionista e da contenuti spesso intimi ed esperienziali. Così, nella parete centrale, un video mostra le immagini sequenziali dell’interno della casa, mentre sul pavimento, delle bottiglie di plastica vuote, parlano dell’acqua, come bene spesso non accessibile durante le occupazioni. Più avanti è possibile consultare il processo giudiziale e vedere il video di rivendicazione da parte della PAH.

Durante l’inaugurazione è intervenuto un gruppo di attivisti a contestare vivacemente l’uso strumentale e borghese delle situazioni di emergenza sociale da parte del mondo dell’arte borghese, solo che gli attivisti erano performer incaricati da Luis di fare questo. Lo sconcerto del pubblico e dello spazio ospitante lascia il posto alla lucidità di un autore che parlando di ‘occupazioni’, occupa lo spazio fisico, quello mentale, quello dell’arte e quello della critica rivitalizzando uno spirito Dada e Situazionista che non ha mai abbandonato la Ricerca in arte.

di: Massimo Mazzone Escuela Moderna/Ateneo Libertario

ph: Saioa