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SILENZIO. Un percorso – Ferruccio Ascari

Un uovo d’oro sospeso nello spazio vuoto del ciborio di una chiesa illumina la strada, al centro esatto del percorso: è Logos, l’opera di Ferruccio Ascari che racchiude nel suo prezioso guscio il senso nevralgico di Silenzio, mostra personale diffusa in tre luoghi di culto di Milano. Visitando un’iconografia ricchissima, dagli antichi filosofi greci al Vangelo di Giovanni, Ascari lascia all’uovo-logos il compito di veicolare il suo messaggio, consapevole del fatto che la sua vastità non potrà essere colta appieno, ma che lascerà aperti diversi interrogativi. Inizio e fine, simbolo cristiano e cosmologico di nascita-resurrezione, rappresentato da Piero della Francesca nella Sacra Conversazione di Brera, l’uovo è solo uno dei molti archetipi presenti in mostra.

Fin dalla prima tappa – il Chiostro Piccolo di San Simpliciano – un’installazione site-specific ci ricorda la nostra fragilità attraverso sottili strutture in ferro che si ispirano alle palafitte. Luogo presunto è la ricreazione di un ambiente formato da sculture che evocano forme architettoniche elementari, come case, scale, piramidi, capanne, in ogni caso esposte alle intemperie, incapaci di fornire un riparo reale, ma forse adatte a proteggere la mente e a favorire l’associazione di idee. C’è un richiamo primordiale alla connessione tra cielo e terra, che genera altre dicotomie quali interno-esterno, alto-basso, aperto-chiuso.

Pochi passi tra le vie di Brera e si arriva nel cuore pulsante di Milano, dove la Chiesa di San Raffaele è così mimetizzata nel tessuto cittadino da risultare quasi invisibile. Qui il già citato uovo è in realtà l’ultima opera di un ideale rettilineo che percorre l’intera navata centrale in cui si trovano, nell’ordine, Silenzio, il ricamo dorato su tela bianca che accoglie i visitatori, e Amen, un’opera realizzata con la tecnica dell’affresco strappato che riporta la parola ebraica posta al termine di molte preghiere, a sancirne la fine e l’assoluta verità. Logos è collocato nel punto più sacro della chiesa, a significare una sorta di rinascita. Ad accomunare queste tre opere è, visivamente, il colore d’oro, dominante nelle composizioni artistiche medievali, ma soprattutto il riferimento alla doppia valenza insita nelle cose e nelle parole che intitolano le opere: ad esempio “silenzio” è una scritta presente in molte chiese cattoliche, dove suona più come monito che come invito al raccoglimento.

L’ultimo tassello della mostra si trova in uno dei luoghi più affascinanti della “Milano segreta”: la Cappella di San Bernardino alle Ossa, dove le ossa e i crani rinvenuti nell’ossario preesistente sono disposti sulle pareti secondo schemi decorativi che, dopo l’inquietudine iniziale, ci ricordano con estrema naturalezza il nostro destino terreno. L’aspetto di precarietà insito nell’umano è presente nelle tre opere allestite nel corridoio adiacente alla cappella, Ex Voto I, Ex Voto II ed Ex Voto III, che si fondono quasi con gli originali ex voto lì collocati. Questi oggetti evocano di per sè una fragilità spirituale, un bisogno di affidarsi al sacro perché siamo “insufficienti”, e questo aspetto è reso tangibile dal lavoro dell’artista. Ferruccio Ascari sembra richiamare nelle sue composizioni la forma del cuore, con i pizzi e i ricami molto spesso presenti nei reali ex voto, ma di fatto costruisce una sorta di sistema venoso, come il nostro corpo, richiamando in un certo senso il concetto di “Luogo presunto”.

Al termine di questo viaggio mistico nel centro di una città ricca di fascino e contraddizioni, il video Rumore, scritto dall’artista e co-diretto da Maria Arena, ci offre l’occasione di rifare il percorso appena compiuto con uno sguardo nuovo. È quello di un personaggio di spalle, scalzo, circondato dal frastuono disturbante dei contrasti sociali, resi nella narrazione visiva da frammenti che interrompono prepotentemente la linearità del video. Questa doppiezza caratterizza il silenzio stesso, di cui abbiamo bisogno talvolta, per fare spazio dentro di noi, ma che molto spesso si traduce in una mancanza di ascolto. Avvolti nell’indifferenza sono i personaggi incontrati nelle tre sedi della mostra dal protagonista del video, che viene allontanato con tutto il rumore che porta con sé, e con tutta la sua esigenza di condivisione, prima di svanire misteriosamente verso l’alto lasciandoci attoniti, pentiti, ma forse anche più forti e consapevoli.

FERRUCCIO ASCARI | Silenzio

A cura di Daniela Cristadoro e Matilde Scaramellini

Milano, Chiostro Piccolo di San Simpliciano | Chiesa di San Raffaele | Cappella di San Bernardino alle Ossa

Fino al 5 dicembre 2017

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