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Suborbitale

La Fondazione Palmieri di Lecce ospita Suborbitale, collettiva d’Arte Contemporanea con le opere di Daniela Fumarola, Valeria Gaetani, Serena MancaIvan Romanoe Federica Urso.

«Vi è un luogo costituito dall’assenza a cavallo tra l’atmosfera terrestre e lo spazio, una zona di demarcazione caratterizzata dalla stasi, dove i voli suborbitali si spingono, senza mai compiere un’orbita completa»; con queste parole la curatrice Chiara Bevilacqua sembra voler richiamare alla mente quel Mondo vitale meglio conosciuto come Lebenswelt, dove per l’uomo esiste la necessità e la spontanea naturalezza di relazionarsi tanto con una dimensione percepita, quindi tangibile e quotidiana, quanto con una realtà compresa, quindi elaborata e restituita culturalmente.

Cinque Giovani Artisti dimenticano per un attimo i banchi delle aule d’Accademia e decidono di muoversi tra voli e velocità suborbitali, tentando di liberare il tempo e i suoi sistemi di misura.

L’installazione fotografica di Daniela Fumarola dal titolo Sensazioni e una Tazzina di Caffè riattualizza il caravaggesco Amor vincit Omnia, raffinando il contesto naturale con la simulazione efebica del giovane dalle ali nere, per poi inserire, quasi illusionisticamente, l’oggetto-tazzina e accompagnare sottobraccio l’osservatore a riprendere dimestichezza con una realtà, che in fondo è di tutti. Pausa, sospensione e abbandono rappresentano le tre dimensioni che incontrano una realtà percettiva, sensoriale, risvegliando un proprio moto intrinseco.

Al centro della sala le Madonne Velatedi Serena Manca avanzano verso lo spettatore, accogliendolo nella penombra di una confluenza mistica d’intenti: panneggi che nascondono la sorpresa di una scultura che viene a mancare, corpi femminili che dal sacro si riaffermano nel profano, pur scostandosi dalla bramosia di possedere una realtà oggettiva nel hic et nunc.

Dunque le opere di Ivan Romano nella sua Trilogia dai titoli Peter Pan non può più volare, Beato chi potè conoscere la causa delle cosee Snaeffelsjokull e Stromboli. Un vero e proprio viaggio del tempo nella Storia dell’Arte, in cui il Nostro mira a sconvolgere i piani di una rappresentazione contemporanea, lasciando riecheggiare nella classicità gli inviluppi prospettici di una contemporaneità isterica, capovolta e labile, per questo destinata alle logiche di un ciclico avvicendamento nei tempi e nei modi a sé più congeniali.

Sulla parete di destra, invece,  i lavori di Federica Urso con Ophiucus, Pandorea Variegata e Ferro e Valeria Gaetani con Memento Homo, immettono l’uomo al centro di un moto centrifugo tra cielo e terra.La prima ricompone il tredicesimo segno zodiacale su anima in ferro, districando la stilizzazione della costellazione con l’eleganza naturale della specie Pandorea Variegata; la profondità del gesto artistico risiedenel conferire all’elemento tellurico la radicalizzazione del Sublime dell’arte, ovvero di ciò che lo stesso Caspar David Friedrich espresse in versi “io mi devo dare a ciò che mi circonda, riunirmi alle mie nuvole e rocce per essere ciò che sono”.

Valeria Gaetani, ripercorrendo estratti enciclopedici misti a proprie produzioni, permette all’intera opera di fluttuare e al contempo arrestarsi secondo dettami suborbitali. Sferico, l’elemento in piombo rimane immobile a fissare, dal basso, il Tempo della conoscenza, aeriforme e permeante. Qui, moto e stasi partecipano in egual misura a rappresentare la natura altalenante di un uomo pienamente e sfacciatamente contemporaneo.

Della Collettiva d’Arte Suborbitaledisarma senza alcun dubbio la profondità dei pensieri in menti giovanissime, non omologate che, come affermato da Bevilacqua, «hanno avuto il coraggio di esulare dalle logiche di una scadenza, di una rincorsa del tempo». Cinque Giovani Artisti suborbitali, che hanno appreso dal Tempo la capacità di poterlo rappresentare e restituire al pubblico sotto altre e svariate forme, che esulano dal convenzionale e dall’istituzionalizzato.

Suborbitale

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