Negli spazi del fascinoso Palazzo Vizzani, Associazione Alchemilla presenta un nuovo programma internazionale di residenze artistiche, curato da Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi, si tratta di: Alchemilla Residency Program, un’evoluzione del progetto residenze studio già avviatosi nel 2020. L’idea è pensata per artiste ed artisti visivi e performativi in fase early mid-career, il programma si sviluppa per tutto il 2026. Le protagoniste di questo primo ciclo di residenza sono: Benedetta Fioravanti, Sofìa Durrieu ed Eleni Tomadaki. Il modello proposto da Alchemilla Residency Program sceglie di privilegiare il tempo lungo che richiede la ricerca, ossia, da la possibilità agli artisti di usufruire di uno spazio di lavoro dove riflettere e sperimentare , oltre che esser di permanenza, senza l’obbligo per gli autori di produrre. Il progetto che prenderà forma con l’inizio della primavera, desidera essere aperto al confronto con il contesto locale. Questa iniziativa nasce dall’esigenza di consolidare il ruolo dell’Associazione Alchemilla e della città di Bologna come luogo di ricerca, analisi e sperimentazione, per una generazione internazionale di artisti e artiste mid-career instaurando relazioni con più figure tra cui operatori culturali e fruitori, alternando naturalmente a momenti si scambi tra pratiche artistiche. Il tempo sembra essere la chiave di volta di questo progetto, oltre alla concentrazione e alle relazioni che accompagnano tutto il percorso di residenza, puti centrali dunque, che determinano l’esperienza di ricerca.


Come si articola il programma? In tre residenze della durata di due mesi, ciascuna dedicata a un’artista, selezionata sulla base dell’affinità tra la propria pratica e le linee di ricerca del programma. Le fasi del Residency Program si suddividono in tre parti: la prima operazione è di ricerca personale, la seconda parte prevede invece l’incontro ed il confronto con la scena artistica locale, ed in ultimo quella di apertura al pubblico mediante varie forme come open studio, installazioni, talk o performance. Benedetta Fioravanti che ha aperto la stagione in aprile sarà ospite fino al mese di maggio, dopodiché il testimone passerà a Sofía Durrieu per il periodo di giugno-luglio per concludersi in bellezza con Eleni Tomadaki ad ottobre-novembre. Le tre eterogenee autrici, attraversano più mezzi d’espressione, ossia? Il video, la scultura, la pittura ed il suono. La loro indagine? Focalizzata sulla circolazione delle immagini, la relazione tra corpo e spazio e, le dinamiche di alterità e linguaggio, al fine di comparare tra una dimensione intima e quella dello spazio pubblico. La base del progetto di questa prima edizione che si svolge nelle storiche e prestigiose stanze di Palazzo Vizzani, che definiscono una condizione architettonica e simbolica particolare, favoriscono l’artista ad una condizione di isolamento, concentrazione e protezione ma tesa su di una corda di violino, poiché il luogo è pensato anche come esercizio di permanenza in relazione. Ebbene, la residenza diventa un dispositivo cerniera tra interno ed esterno, concentrazione e scambio, con lo scopo di creare un costante dialogo di crescita e scoperta con la scena artistica locale.
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