home Recensioni Arte alle corti a Torino. Dialogo tra opere ed edifici storici della città

Arte alle corti a Torino. Dialogo tra opere ed edifici storici della città

La rassegna, ideata dall’architetto Silvio Ferrero, punta quindi alla rilettura della città con occhio nuovo, con le opere che diventano dispositivi per illuminare di luce nuova spazi abitualmente attraversati nella quotidianità o, all’opposto, per farne riaprire altri solitamente chiusi al pubblico. Questa volta il percorso prevede 14 luoghi, architettonicamente significativi e che spaziano dal Barocco al Novecento, per 35 artisti dal profilo internazionale, molti dei quali torinesi o operanti in città, con alcune significative eccezioni. Unici artisti scomparsi sono Beverly Pepper e Pino Spagnulo, tra i più influenti scultori del secolo scorso, qui presenti con due lavori storici, rispettivamente Zig zag nero del 1967 e un senza titolo del 1988.

La dimensione pubblica dell’evento è precisata da Olga Gambari, membro del comitato organizzatore: «Il progetto di Arte alle Corti riprende il concetto di festa e di condivisione del bello attraverso lo strumento della meraviglia e del gioco e lo porta nel contemporaneo, declinandolo come arte pubblica in maniera orizzontale, in un ricamo tra le epoche storiche dei palazzi coinvolti e le loro funzioni diverse in ambito sociale. Il legame tra arte storica e contemporanea si costruisce per piccole narrazioni messe in atto tra le installazioni e il loro rapporto con i luoghi, a cui il pubblico partecipa con la propria immaginazione. Per questo l’aspetto fondamentale è il rapporto personale che si stabilisce, che scaturisce dall’incontro, spesso a sorpresa, nel tessuto urbano quotidiano. Le persone rimangono incuriosite, stupite dalle apparizioni in cortili e corti che ben conoscono, e questo attiva pensieri, riflessioni, sensazioni, anche non sempre positive, ma risveglia una percezione di luoghi diventati ormai invisibili, per l’abitudine, e una loro rilettura. Poi ci sono, invece, tutti i luoghi  cittadini che vengono scoperti e così resi patrimonio pubblico comune come già in teoria lo sono. Un atto di restituzione, oltre che di valorizzazione».

Tra le numerose opere si possono ammirare le creature fantastiche in bronzo del decano Luigi Mainolfi a Palazzo Civico, le presenze animali inquietanti di Paolo Grassino ai Musei Reali, le immaginifiche eleganti figure dal parziale antropomorfismo di Domenico Borrelli nella corte di Palazzo Birago, al cui piano nobile è stata allestita un’interessante sezione comprendente tra gli altri lavori di Saverio Todaro, Nicus Lucà e Nicola Ponzio. Il Politecnico è impreziosito dalle sculture di Carlo D’Oria, Enrico Iuliano, Sergio Ragalzi e Luigi Stoisa, mentre il settecentesco Palazzo dell’Università è dominato da una imponente testa coricata di tigre, opera di Gabriele Garbolino Rù.

Tutta declinata al femminile è la sezione di Villa della Regina, curata da Gambari: «Il progetto a Villa della Regina è un gioco e un sogno, un’apparizione. I giardini, costituiti dal verde e dalle strutture architettoniche, in primo piano ma anche sullo sfondo, sono la quinta su cui si sono disposte le installazioni delle artiste coinvolte. Artiste che dialogano con un mondo femminile intimamente legato alla storia della Villa, che ha visto il passaggio di regine e nobili, così come di tante figure che hanno partecipato alla sua vita, nell’ombra ma non meno importanti. Da qui il titolo della mostra “Villa delle Regine”, anch’esso un gioco che rispecchia le linee del progetto, ispirate al tema della meraviglia, della leggerezza e dell’effimero, dei colori e della luce. Tutti elementi centrali nelle opere delle artiste, diverse per generazioni e linguaggi ma complementari nella visione complessiva che si crea, soprattutto di notte, quando le luci delle installazioni animano una visione magica e surreale che galleggia nel buio e si proietta sulla città».Artisti in mostra: Salvatore Astore, Marco Bagnoli, Maura Banfo / Cristina Mandelli, Nicola Bolla, Enrica Borghi, Domenico Borrelli, Gregorio Botta, Botto&Bruno, Jessica Carroll, Laura Castagno, Enrico Tommaso De Paris, Carlo D’Oria, Gabriele Garbolino Ru’, Glaser/Kunz, Susy Gòmez, Francesco Granieri, Paolo Grassino, Michele Guaschino, Enrico Iuliano, Nicus Lucà, Luigi Mainolfi, Andrea Nisbet, Beverly Pepper, Nicola Ponzio, Sergio Ragalzi, David Reimondo, Davide Rivalta, Marinella Senatore, Giuseppe Spagnulo, Luigi Stoisa, Saverio Todaro, Luisa Valentini, Fabio Viale, Pietro Weber.

Info e contatti: www.arteallecorti.itinfo@arteallecorti.it

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