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Arte e sisma

A poche ore dal terremoto che ha colpito Amatrice e dintorni c’è chi ora, dopo aver soccorso gli esseri umani, dovrà pensare anche al patrimonio artistico culturale della zona. Il meteo finora è stato clemente, ma presto arriveranno le piogge e gli edifici che non hanno più il tetto dovranno essere coperti con teloni per evitare che tante opere d’arte, sopratutto nelle chiese, vengano danneggiate ulteriormente.

È chiaro che il primo pensiero deve essere rivolto alle vite umane da salvare, ma il patrimonio artistico rappresenta, in Italia sopratutto, un’aspetto importante per poter riportare la vita “normale” nelle città colpite dal sisma.

Pochi sanno, ad esempio, che ad Arquata del Tronto viene custodito un estratto originale della Sacra Sindone.

Riportiamo la descrizione fatta nel sito SibilliniWeb:

Nella cappella di San Carlo Borromeo [della chiesa di San Francesco], situata nella navata di destra, in un teca-reliquario sotto cui sono posti 100 lumini/candele, è custodito un estratto dall’originale della Sacra Sindone da tutti definita la Sindone di Arquata Del tutto identica all’originale che è custodita a Torino, si differenzia da essa di un solo particolare: la scritta EXTRACTUM AB ORIGINALE. Da una pergamena del 1° Maggio 1655 si evince che, il Vescovo Giovanni Paolo Bucciarelli di Narni (che la donò alla comunità di Borgo), in presenza di una speciale commissione, fece sovrapporre un lenzuolo di ugual misura e tessuto sull’autentica e, secondo una tecnica non qui descritta, un’immagine identica a quella originale rimase impressa sul lenzuolo. È ritenuta, come abbiamo detto, un estratto dell’originale e non una copia perché, seppur in modo impercettibile, del sudore e del sangue di Cristo son riposti anche qui; per chi crede costituisce motivo di profonda meditazione e riflessione.

Al momento però non si hanno notizie dei danni subiti dalla chiesa.

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