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Il Caravaggio di Roberto Longhi: one picture show

Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto a lavori di restauro e ampliamento della sede situata nello storico Palazzo Bosdari, la Pinacoteca di Ancona “Francesco Podesti” riapre i battenti a lavori in corso a giugno 2016. Custode di una delle più importanti collezioni d’arte delle Marche, diventa simbolo della strategia di valorizzazione dei contenuti culturali della città, messa in atto dalla nuova Giunta Comunale del capoluogo marchigiano, insieme alla Mole Vanvitelliana, altro gioiello. I due poli costituiscono la fluente e attuale volontà di rivitalizzazione e rivoluzione dei luoghi, e quindi delle menti, attraverso l’arte contemporanea e non. La scelta fatta relativamente alla Pinacoteca, a seguito della sua riapertura, segue un filone che generalmente riscuote grande successo e attenzione da parte del pubblico, quello del one picture show: una sola opera, un capolavoro di grande importanza, viene posizionato all’interno di un museo e attorno a questo viene fornito un ricco apparato informativo/didattico/critico, in modo da focalizzare l’attenzione completamente sul pezzo in questione.

È esattamente questo il caso del “Caravaggio di Roberto Longhi”, mostra in cui viene esposto il Ragazzo morso da un ramarro, capolavoro giovanile di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, acquistato da Roberto Longhi. Parea quella testa veramente stridere, scrive Giovanni Baglione nel 1617, ed è davvero questa l’impressione che si ha alla vista del dipinto. Ormai celeberrimo, il giovane morso sulla punta del dito da un ramarro, ha espressione sorpresa, infastidito e plastico nella posa sembra muoversi realmente. Se ciò rappresenta gli studi sui moti dell’animo dell’artista legati alla cultura lombarda, la natura morta in primo piano, con la caraffa che riflette la finestra di una camera, rimanda alla tradizione scientifica leonardesca e ci fa entrare nello spazio attraverso le trasparenze dell’acqua e del vetro.

Roberto Longhi, a partire dalla sua tesi all’Università di Torino, si dedicò allo studio del Caravaggio sin da giovane e il dipinto, datato 1595-96, entrò a far parte della sua collezione nel 1928. Un disegno a carboncino, firmato dallo storico dell’arte e rappresentante il fanciullo, è accostato in mostra in Pinacoteca alla bellissima tela, simbolo della comprensione di Longhi dell’artista lombardo e della sua maniera di comporre la luce.

Un giallo attraversa l’esistenza di quest’opera: che sia interamente mano di Caravaggio o opera della sua bottega? La versione attualmente conservata alla National Gallery è l’unico originale? Tanto si dibatte su questo a seguito delle affermazioni di Vittorio Sgarbi a riguardo. Noi nel frattempo godiamoci la tela in mostra corredata, oltre che dal carboncino, da un ritratto di Roberto Longhi firmato da Pier Paolo Pasolini e da un filmato che ricostruisce le vicende drammatiche della vita di Michelangelo Merisi, focalizzando l’attenzione sul suo rapporto con i Medici. Dopo le esposizioni di Parigi, Mosca, Tokyo e Madrid, il Ragazzo acquistato da Longhi è finalmente giunto sino a noi.

Il Caravaggio di Roberto Longhi

Pinacoteca Comunale “Francesco Podesti”, Ancona

30 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

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