Maria Lai allo Studio Trisorio: il filo che ricuce memoria e poesia

Dal 26 giugno al 24 ottobre 2026, lo Studio Trisorio di Napoli dedica a Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013) la mostra Tessere la notte. Riunendo ventuno opere, l’esposizione invita ad attraversare uno dei linguaggi più profondi dell’artista: quello della tessitura. Un gesto antico che, nelle mani di Maria Lai, si trasforma in scrittura, memoria e poesia, intrecciando materia e immaginazione, passato e futuro.

GAM 4.0. Il progetto che libera il museo

La nuova GAM di Torino nasce da una sottrazione. Il progetto firmato da MVRDV, Balance Architettura ed EP&S Group apre il museo alla città. Rimuove la cancellata, rende accessibile il deposito, introduce luce naturale nelle sale espositive e trasforma il piano interrato in luogo pubblico. L’idea di accesso lascia spazio a quella di attraversamento: il museo diventa parte della vita quotidiana e si integra nel tessuto urbano.

La collina sale sempre. Artefora e la riscrittura geografica del contemporaneo

La collina sale sempre: Artefora ripensa il rapporto tra arte contemporanea e territorio nelle Langhe. Il festival porta l’arte contemporanea nelle Langhe attraverso residenze d’artista e opere site-specific, ripensando il rapporto tra paesaggio e ricerca.

Le Marche tra Hockney e Gillian Ayres: Il paesaggio visionari  di Cinzia Battistel

All’Atelier Otium e Negotium, la mostra di Cinzia Battistel diventa l’occasione per rileggere il paesaggio marchigiano come esperienza cromatica: tra la libertà luminosa di David Hockney e l’energia astratta di Gillian Ayres, il rosa, il lilla e il blu trasformano colline e mare in una geografia interiore.

Alessandra Leta vince la V edizione del Premio Sparti

Si conclude con la proclamazione della vincitrice la quinta edizione del Premio Sparti, manifestazione dedicata all’arte contemporanea ideata da Simone Sparti e Zeno Rossi, che dal 23 maggio al 28 giugno ha animato gli spazi del Forte Malatesta e del Frida Museum di Ascoli Piceno con la mostra Dove finisce la città, a cura di Alex Urso.

Fabrizio Simone a Spazio URANO. Tra preservazione e svelamento

La mostra personale “Ciò che ancora non siamo in grado di vedere” di Fabrizio Simone, a cura e con testo critico di Michela Becchis, rappresenta il secondo capitolo della sezione exhibition di START again, dispositivo di co-gestione pensato da Ivan D’Alberto e da Francesco Campese per Spazio URANO, luogo espositivo di formazione e di lavoro, nato nel 2018, per volontà dell’artista Francesco Campese, a Roma.