La Fondazione D’ARC presenta la mostra personale dell’artista polacca Aneta Grzeszykowska, curata da Giuliana Benassi. Il progetto espositivo indaga lo scorrere del tempo vissuto attraverso la trasmutazione del corpo e della pelle dell’artista, quali superfici di neo-genesi e ibridazione.
lla Centometriquadri Arte Contemporanea di Santa Maria Capua Vetere, la ricerca fotografica di Pina Della Rossa si rivela come un territorio stratificato, dove memoria, erosione e desiderio si intrecciano in un continuo slittamento di senso.
Al Muzeul de Artă, Confluences celebra i cento anni dell’Universitatea de Artă și Design din Cluj-Napoca con una mostra che intreccia arte e pedagogia. Un percorso che riflette sul ruolo dell’artista-professore, tra pratica creativa, formazione e responsabilità pubblica, nel solco della storica Scuola di Cluj.
C’è una linea sottile che unisce il Carso triestino ai calanchi lucani. È la traccia della memoria artistica, che ha il volto umile di Luigi Spacal
L’Italia ospita la Biennale di Venezia, il palcoscenico mondiale dell’arte contemporanea. Eppure, ancora oggi, i suoi artisti faticano a trovare spazio e riconoscimento. Non è questione di talento: è questione di sistema.
Questa non è una pagina che insegna a “capire” l’arte. È una pagina del Manuale minimo dell’arte che rinuncia all’illusione di spiegare tutto.
Chi cerca risposte rapide ed esaustive resterà deluso. Chi accetta l’incertezza come condizione dello sguardo troverà qui non soluzioni, ma strumenti; non verità, ma orientamenti.
Questa riflessione è per chi guarda le opere con curiosità e insieme con disagio.
Per chi avverte che tra sé e l’arte esiste un vuoto e sceglie di non colmarlo in fretta.
Dalle strade di Catania ai saloni del Quirinale al Mattatoio di Roma, dove è in corso la sua ultima mostra, Chiara Capobianco ridisegna il perimetro dell’arte urbana. La abbiamo intervistata per segnonline.
Presentata nell’ambito di ART CITY Bologna in occasione di ARTEFIERA 2026 ed ospitata nella Chiesa di S. Maria e S. Valentino della Grada, Odissea dell’Abbandono di Anna Rosati
Dal 21 febbraio al 10 aprile 2026, nello spazio pescarese di Loris Maccarone, la personale di Raffaele Santillo dal titolo Immagina una gioia.
La serata delle cover di Sanremo si trasforma in una galleria d’arte effimera, dove ogni brano è un quadro e ogni performance un’installazione. Enzo Battarra legge il Festival come dispositivo curatoriale: il palco diventa spazio bianco, la voce materia visiva, la musica cornice luminosa dell’immaginario collettivo.
Dal 23 gennaio al 19 aprile 2026 il Museo Diocesano di Molfetta ospita Preghiera infinita, ampia ricognizione dedicata a Ignazio Gadaleta, figura centrale della pittura aniconica italiana attiva dalla fine degli anni Settanta.
Con la retrospettiva Untitled (I love you), aperta fino al 18 maggio, l’universo di Uri Aran si dispiega per la prima volta in Italia con una completezza che ha il respiro di un poema epico scritto sui margini di un quaderno scolastico.
Dopo sedici anni, Palazzo Forti riapre con Ápeiron | Senza confini. La collezione della GAM torna a dialogare con gli spazi storici del palazzo in un progetto che intreccia memoria e contemporaneità. Verona torna luogo di produzione culturale.
Sabato 21 febbraio, presso lo Spazio Berlendis, ha inaugurato la mostra collettiva Restiamo umani! Utopie e distopie nell’era digitale, che presenta le opere dei 25 finalisti della prima edizione del Premio Berlendis.
L’Aquila 2026 si trasforma in un laboratorio creativo: con Marinella Senatore e The School of Narrative Dance. Cittadini e comunità si incontrano in danza, voce e movimento per raccontare insieme la città.
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono finite, eppure sono numerose in città le mostre e le iniziative che pongono al centro temi come gli sport invernali, la vita di montagna, il rapporto dell’uomo con essa nel corso dei decenni.
Fate un respiro profondo. Espirate. Rilassate le spalle. Chiudete gli occhi. La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nasce da questo invito: incontrare le opere nelle condizioni fisiche, meteorologiche, emotive in cui ci raggiungono. Rallentare il passo. Sintonizzarsi sulle frequenze delle tonalità minori.
Arte e committenza, un connubio che ha fatto grande il nostro Paese nei secoli, e nonostante la proliferazione nel secolo scorso delle gallerie d’arte che per la maggior parte, nel tempo, hanno assunto connotazioni sempre più commerciali, la committenza fa ancora sentire la sua voce e Piergiorgio Colombara è uno dei suoi cantori.
Gli spazi di Lamina Studio vengono abitati dalla mostra Human Landscapes dell’artista Federica Limongelli
Diario di Bordo Scoppa. Frammenti di un patrimonio perduto di Anna De Fazio Siciliano è la storia di ciò che si nasconde “tra le crepe” e che diventa metafora di rinascita personale e territoriale.