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Emergenze artistiche a Morcone

La seconda edizione di Imago Murgantia (Murgantia ossia l’antico toponimo di Morcone, splendido borgo medievale in provincia di Benevento) torna metaforicamente come una dirompente “onda marina”, in un luogo dove il mare lo si può solo immaginare. Cinque artisti, con percorsi di ricerca diversi e distanti tra loro, sono i protagonisti coinvolti dai Azzurra Immediato e Massimo Mattioli i cui lavori ritmano il percorso di questa piccola ma preziosissima mostra, immaginata – scrivono i curatori: “come una trama che guarda all’infinito di una discussione vasta, profonda, infinita, come il mare, come l’animo umano, come ciò che ‘emerge’ e che, al contempo, è allarmante e spinge a riflettere”.

Giovanni Gaggia, Elementum Aether

Ad accoglierci nello spazio della ristrutturata chiesa di San Bernardino (ora auditorium) è Elementum Aether, l’installazione di Giovani Gaggia che prende le mosse dall’omonima performance presentata lo scorso maggio alla Biennale di Venezia, rivelandosi al contempo come residuo materiale della stessa.

Si tratta di un pesante blocco ferreo circondato da pantaloni neri che, allocato subito dopo il pavimento vetrato dello spazio espositivo, proprio nella relazione con questo, si rivela come antico resto di una memoria cancellata ma allo stesso tempo tangibile. Ed è proprio in tale dettaglio che lo spettatore è indotto a connettersi immediatamente al messaggio intrinseco dell’opera di Gaggia: sono troppi gli indumenti che galleggiano senza corpi nella vastità del nostro Mar Mediterraneo.

Anuar Arebi, Cercate l’incanto dove c’è tormento

Alzando lo sguardo verso il coro ecco la proiezione dell’opera fotografica di Anuar Arebi Cercate l’incanto dove c’è tormento. Il titolo ci aiuta a capire che le immagini di architetture in abbandono che vediamo possono essere inquadrate diversamente se facciamo viaggiare la nostra mente verso l’incanto, sicché da leggere un lampo bellezza anche laddove il senso di caducità che accompagna il nostro circostante pare avere preso il sopravvento.

Gino D’Ugo, La negazione della memoria

In quella che una volta era invece la navata laterale sinistra, ora tamponata, un arco in leggero rilievo inquadra l’immagine di Gino D’Ugo La negazione della memoria. Si tratta dell’immagine fotografica di un lavoro del 2008, oggi per converso opera site-specific ed espressione di qualcosa che è esistito e che ritorna in questo contesto per un tempo brevissimo. In tale operazione osserviamo, in sostanza, la costante negazione della memoria che, non solo si rivela nella proposta formale dell’opera ma anche nel suo soggetto dove, la lastra nera blocca il flusso infinito delle onde e quindi, metaforicamente e più in generale, quello del pensiero umano.

Nella navata di destra invece fa da contraltare il coinvolgente lavoro foto-geografico di Ilaria Abbiento Cartografia del Mare. La griglia di immagini quadrate, accompagnata anche da un video, incornicia tratti di mare con relativa mappa nautica, riuscendo a far viaggiare lo sguardo dello spettatore che, come un vero e proprio naufrago, si perde nel volgersi infinito delle onde dell’acqua. La proiezione mentale ci porta a dare vita e movimento alle increspature del mare, ai riflessi che ci abbagliano o alla spuma che sembra letteralmente bagnarci i piedi, recuperando quell’atavica connessione che lega l’uomo alla natura, dimenticata, abbandonata ma che, Ilaria Abbiento ci suggerisce possa essere recuperata nell’atto dell’ascolto. Il ritmo perpetuo delle onde che si sente nel video, per pochi istanti, infatti, corrisponde a quello del nostro respiro.

Ilaria Abbiento, Cartografia del Mare
Anna Rosati, Odissea dell’abbandono

Infine, ritornando verso l’ingresso le fotografie di Anna Rosati ci aiutano a comprendere meglio il messaggio di “Emergenza” lanciato dai curatori. Otto immagini quadrate e un telo con nove (stesso formato) con dettagli che sembrano quasi essere dei monumenti ma, altro non sono, che attrezzature plastiche utilizzate dai bambini in spiaggia e abbandonate in inverno. Odissea dell’abbandono eleva ad opera d’arte dettagli di oggetti insignificanti e terribilmente inquinanti ricordandoci di quanto male stiamo facendo a questo pianeta, o meglio, all’umanità.

È chiaro, pertanto, che con Emergenze Artistiche non si profila una specifica circostanza o una difficoltà imprevista ma l’invito a porre attenzione a ciò che per paradosso è diventata normalità. Nelle opere degli artisti l’esortazione e la preghiera a guardare l’esistenziale, il sociale e sé stessi per non dimenticare la nostra stessa natura: quella umana.

Emergenze Artistiche

a cura di Azzurra Immediato e Massimo Mattioli

Fino al 19 agosto 2019

Auditorium di San Bernardino – Morcone (BN)

https://www.facebook.com/IMAGOMURGANTIA/