IN TRE GIORNI

“Dio è morto” annunciava F. Nietszche più di un secolo fa.Da allora le riflessioni sulla possibilità di coniugare il pensiero debole del mondo postmoderno con la metafisica religiosa millenaria propria della cultura occidentale, hanno attraversato con insistenza il mondo contemporaneo, con esiti contraddittori, alimentando in campo artistico e visuale  contaminazioni stridenti tra iconografie antiche e contesti propri della società di massa.

Il video “IN TRE GIORNI” pone lo spettatore davanti al potere evocativo esercitato dai simboli cristiani primordiali nel caos del presente, riproponendo alcune riflessioni già affrontate dal Collettivo con l’opera “INRI: DAL PATIBOLO” realizzata nell’aprile 2017.

La sequenza visiva si muove in uno spazio in cui le forme immobili del sacro incontrano quelle scomposte e frammentate della contemporaneità, in una progressione di immagini che mescola arcaismi, riflessioni semiotiche, minimalismo e cromatismo pop.

La croce-finestra che si staglia in posizione centrica su fondo nero, con la forza di una crux invicta bizantina, apre uno squarcio su apparizioni mutevoli. In questo ritaglio di spazio, una cornice di lettere che compongono il titulus crucis “INRI” gradualmente si sfalda mentre i caratteri si mescolano come carte da gioco dissolvendosi rapidamente per poi nuovamente ricomporsi in un processo di riavvolgimento. Le parole si fanno segni, i segni si fanno parole, le parole si fanno concetto. Il processo di dissoluzione-ricomposizione in loop evoca suggestioni immediate e primitive che alludono al superamento del dualismo vita-morte, aprendo verso l’idea di rinascita e di resurrezione.

I colori si alternano in una sequenza cromatica di forte effetto emotivo, in cui ricorrono tinte sanguigne, toni terrosi e colori fluo abbinati a patterns mobili e indefinibili che richiamano i linguaggi grafici più attuali e si contaminano con interferenze prodotte da un monitor rotto o da un vecchio tubo catodico.

Le cupe sonorità del miserere stridono, inquietano e si distorcono per cercare una sincronia con le immagini. Anche il richiamo al rituale antico delle processioni barocche subisce un processo di contaminazione con il contemporaneo, dilatandosi, riavvolgendosi e sporcandosi con rumori ambientali e glitch sottilmente disturbanti.

 

Il progetto inangolo nasce dalla passione di tre amici, Francesco Di Bernardo, Alessandro Rietti Francesco Toppeta che hanno in comune l’amore per le arti applicate e la voglia di dar vita ad una realtà dinamica, vitale e ricca di idee. In un contemporaneo oramai del tutto virtuale, dove si è perso il valore del rapporto, dello scambio e del confronto, incontrarsi realmente sembra un’opportunità per pochi e l’operosità condivisa diventa virtù di nicchia. Riteniamo che l’arte, in particolar modo quella contemporanea, abbia la necessità di trovare nuovi luoghi, al di fuori dei circuiti tradizionali, inangolo è un’idea di spazio aperto a tutti, punto di incontro per gli espertidel settore, per gli appassionati e per tutti coloro che avranno voglia di ritrovarsi in un luogo polivalente in cui la cultura, la creatività, l’espressione, le tendenze prenderanno vita e forma attraverso il fare arte. Spazio inangolo vuole ricominciare da questo punto fondamentale per poter costruire nuove e significative attività, creando una piattaforma versatile fatta di incontri e scambi culturali.

 

In breve

Di Bernardo Rietti Toppeta

IN TRE GIORNI a cura di Antonella Madonna

vernissage giovedì 29 marzo ore 22.00

dal 29 marzo al 01 aprile 2018

Inangolo

Strada Pultone 2 – 65017 Penne (PE)

venerdì e sabato dalle 18.00 alle 20.00

 

altri giorni su appuntamento telefonico:

Di Bernardo 3397502234

Rietti 3385309912

Toppeta 3803439565

 

www.inangolo.it | info@inangolo.it

 

 



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Data e Ora
29/03/2018 - 30/03/2018 / 22:00 - 01:00

Luogo
Inangolo