Realizzata in collaborazione con Ad Artem, l’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che mira a rendere il patrimonio artistico fruibile da un pubblico eterogeneo, con particolare attenzione alle persone con disabilità uditiva. I video, disponibili attraverso la webapp del museo e su YouTube, integrano la presenza della LIS con sottotitoli, costruendo un linguaggio accessibile che affianca e arricchisce l’esperienza visiva. Il progetto si sviluppa attorno a sei opere emblematiche della collezione, selezionate per restituire la complessità e l’evoluzione dell’arte del Novecento. Dalle tensioni dinamiche del Futurismo alle ricerche più concettuali del secondo dopoguerra, il percorso attraversa lavori come Forme uniche della continuità nello spazio ed Elasticità di Umberto Boccioni, fino alla Femme nue di Pablo Picasso. A questi si affiancano la luminosa Struttura al neon di Lucio Fontana, la provocatoria Merda d’artista di Piero Manzoni e Lullaby di Maurizio Cattelan. Una selezione che, più che offrire una sintesi cronologica, costruisce un dialogo tra linguaggi e visioni, restituendo la stratificazione della storia artistica del secolo scorso.
L’introduzione dei video in LIS ridefinisce il rapporto tra opera e visitatore, apre le porte a una fruizione più autonoma e consapevole e non si limita a rappresentare una mera miglioria da un punto di vista tecnico. Piuttosto, la possibilità di accedere ai contenuti attraverso modalità differenti suggerisce un’idea di museo come spazio dinamico, capace di adattarsi alle esigenze di chi lo attraversa. In questo senso, l’accessibilità viene valutata non solo come un elemento aggiuntivo ma come una vera e propria componente strutturale dell’esperienza culturale. Il progetto assume inoltre una dimensione formativa grazie al coinvolgimento degli studenti dell’ITSOS Albe Steiner, impegnati nella realizzazione e nel montaggio dei video nell’ambito di un percorso scuola-lavoro. L’esperienza si è dunque configurata come un momento di confronto diretto con i temi dell’educazione museale e della produzione culturale, che ha offerto agli studenti l’opportunità di partecipare attivamente a un processo che unisce creatività, tecnica e responsabilità sociale.

Accanto alla dimensione digitale, il Museo del Novecento rafforza la propria proposta attraverso un calendario di visite inclusive che si sviluppa da marzo a giugno 2026. Tornano così le esperienze di “Arte con-tatto”, visite tattili pensate principalmente per persone non vedenti e ipovedenti ma aperte a tutti coloro che desiderano sperimentare modalità alternative di conoscenza. Le opere, in particolare le sculture, possono infatti essere esplorate attraverso il tatto, affiancate da disegni a rilievo, tavole tattili e supporti audio, mentre per alcune sono disponibili anche schede in braille. L’esperienza si completa con un inquadramento storico e artistico, con il risultato di un percorso che unisce percezione sensoriale e approfondimento critico.
Parallelamente, il museo propone visite guidate gratuite in LIS, con il coordinamento di interpreti che accompagnano i partecipanti lungo il percorso espositivo. Anche in questo caso, l’obiettivo è quello di garantire una fruizione piena e condivisa della collezione, trasformando la visita in un momento di incontro tra linguaggi diversi. Nel loro insieme, queste iniziative delineano un museo che si configura sempre più come spazio di relazione, in cui l’arte diventa terreno comune e accessibile. L’attenzione all’inclusività si traduce nell’eliminazione delle barriere e nella ancor più complessa e audace costruzione di nuove possibilità di esperienza, contenuti in grado di coinvolgere pubblici differenti e di valorizzare la pluralità degli sguardi. Il Museo del Novecento conferma dunque la propria visione della cultura come pratica partecipata, aperta e in continua trasformazione.

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Il Museo del 900 di Milano e il LIS: nuove forme di accessibilità museale