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Maravee Therapy

A iniziare le danze è la francese ORLAN, scritto a lettere maiuscole secondo precise indicazioni dell’artista.È maiuscola lei stessa, con le sue scelte a volte disturbanti – come le protesi simili a piccole corna che esibisce sulle tempie – comunque di impatto. Mireille Suzanna Francette Porte, il suo vero nome, classe 1947, trasgressiva e irriverente body-artist da sempre affascinata dal tema del corpo, è perfetta per introdurre il tema della quattordicesima edizione del festival ideato e creato dalla curatrice Sabrina Zannier con l’Associazione Maravee. Ed ecco quindi Maravee Therapy al Castello di Susans di Majano (Udine), splendido palcoscenico dove va in scena il corpo, i suoi possibili canoni di bellezza, le ossessioni che suscita. Un oggetto di culto, cesellato dal bisturi alla ricerca di un’impossibile giovinezza e perfezione, tra ironia, glamour e medicina. Il “forever young” di ORLAN si colora subito di tinte accese e provocazione. Una Terapia dell’Ibrido sviluppata in ventitre  grandi opere, alcune inedite per l’Italia,  giocate intorno al motivo della chirurgia estetica, della ricerca genetica e dell’etica antropologica, spinte oltre la concezione della bellezza canonica. Coprotagoniste dell’avventura le artiste Debora Vrizzi e Silvia Camporesi, che sotto il titolo Restauro e riscatto della bellezza, rispettivamente con una video-installazione e una video-proiezione, affrontano un iter che mette in relazione corpo, psicologia e atteggiamento espiatorio, attraverso storie personali di fisioterapia e sport. Un percorso nel quale si inserisce anche Genetic Lab, personale della polacca Monika Grycko, con le sue figure antropomorfe, e vagamente mitologiche, ambientate in un laboratorio extra-ordinario di analisi etno-antropologiche. Last but not least, completano questa galleria tutta al femminile le sorelle Isabella e Tiziana Pers, che tra vegetali, video e fotografie abbracciano la prospettiva della complessa e controversa tesi del Biocentrismo. Una bella sfida se si considera che questa teoria vede studiosi di discipline diverse (dalla meccanica quantistica alla filosofia, dalla biologia alla chimica e alla fisica) l’un contro l’altro armati. Il corpo così analizzato, indagato, manipolato, meditato o spettacolarizzato induce alla riflessione e sembra lanciare un monito. Rimanete così come siete, le sirene della bellezza sono illusorie e mendaci, o almeno solo provvisorie. Tutto qui? No, the show must go on e quindi se al Castello di Susans le multiple esposizioni sono aperte solo fino alla fine di novembre, il festival prosegue in altre sedi. A Gemona, al Museo Civico del Palazzo Elti, il 19 dicembre si inaugura infatti la personale della internazionalmente famosa scultrice iperrealista americana Carole Feuerman, dal titolo Sport del bellessere. Bagnanti e nuotatrici, vincitrici del primo premio alla Biennale di Pechino del 2008, che sembrano pronte al tuffo, in un’atmosfera estiva e salutare. È poi la volta della Galleria Loža di Capodistria, in Slovenia. Qui, dal 26 gennaio 2016, apre l’ultima mostra del calendario, nell’ambito della quale alcuni artisti sloveni sviluppano il tema della salute. Chiude la manifestazione uno spettacolo teatrale, ideato appositamente da Maravee, al Gledališče Koper, a febbraio del prossimo anno.

Maraveetherapy, sedi varie.

Castello di Susans, Majano (Udine), fino al 29/11/2015.

Museo Civico Palazzo Elti, Gemona del Friuli (Udine), dal 20/12/2015 al 21/2/2016.

Galeria Loža, Capodistria (Slovenia), dal 30/1/2016 al 29/2/2016.

Gledališče Koper, Teatro di Capodistria (Slovenia), febbraio 2016.

www.progettomaravee.com

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