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Rêverie di Maria Teresa Ortoleva

Segni grafici fluttuano nello spazio della Galleria di Luca Tommasi a Milano, ossia i “sogni ad occhi aperti” di Maria Teresa Ortoleva. Rêverie, titolo scelto dall’artista e che accompagna la mostra a cura di Stefano Castelli, si riferisce, infatti, allo studio dei complessi processi immaginativi di veglia e sonno attraverso i dati raccolti dal museo londinese Wellcome Collection. Di notte si verificano diversi cicli del dormire caratterizzati da più fasi e, nonostante l’apparente stato di calma, alcune cellule del cervello risultano molto attive. Questa operosità è dimostrata dall’elettroencefalogramma che ci restituisce l’attività elettrica della massa cerebrale sotto forma di onde.

Sicché, Maria Teresa Ortoleva trasforma queste caratteristiche onde in un esercizio estetico dove i colori divengono i protagonisti, acquistano concretezza fino a conquistare un proprio posto  nello spazio.  Il riferimento è all’immaginazione nella sua accezione più ampia. Si tratta, infatti, di linee astratte e organiche, dalle diverse tonalità e gradazioni che invitano chi le osserva a cercare un riferimento concreto all’interno del proprio immaginario. Le onde in fondo alla sala con i loro toni freddi, richiamano la memoria di paesaggi lontani e sbiaditi nei nostri ricordi, mentre le forme che si pongono davanti a noi, con i loro colori brillanti, ricordano la pastosità dell’olio, quando vivo fuoriesce dal suo tubetto. Questa disposizione però non è casuale, anche se l’impulso immaginativo è forte, l’obiettivo dell’artista è di presentare una progressione dell’attività cerebrale che dallo stato di veglia cosciente, rappresentata dai toni accesi, arriva fino alla fase REM.

Questa originale idea di Maria Teresa Ortoleva nasce in seguito alla sua partecipazione al “Premio Arti Visive San Fedele”, per il quale aveva interpretato la luce come un vero e proprio flusso di energia. Testo basilare delle sue ricerche è: La vie intense di Tristan Garcia, filosofo e romanziere francese, che tratta lo stupore, generato all’epoca, dalla scoperta della corrente elettrica, immaginata come un fluido occulto, elaborato poi dall’artista come un corpo liquido, da cui hanno preso forma le numerose suggestioni che il visitatore associa al proprio vissuto.

Maria Teresa Ortoleva

Rêverie

Fino al 21 luglio 2018

Luca Tommasi Arte Contemporanea

Via Cola Montano 40 MILANO